
Il nuovo governo Draghi nasce nel segno della “rosa camuna”: ben nove dei ventitrè ministri annunciati in serata al Quirinale sono lombardi. La costituzionalista Marta Cartabia, 57 anni, di San Giorgio su Legnano (Milano), è la nuova ministra della Giustizia. Il fisico milanese Roberto Cingolani, 59 anni, guiderà il nuovo super ministero per la Transizione ecologica mentre il bresciano Vittorio Colao, 59 anni, ex numero uno di Vodafone, giurerà come ministro per la Transizione Digitale. L’accademica Maria Cristina Messa, 59 anni, nata a Monza ma cresciuta a Milano, è la nuova ministra dell’Università e della Ricerca scientifica.
Dall’ex maggioranza sono stati riconfermati sia il lodigiano Lorenzo Guerini, 54 anni, come ministro della Difesa, sia la mantovana Elena Bonetti, 46 anni, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Dalla Lega Giancarlo Giorgetti, 54 anni, di Cazzago Brabbia (Varese) assumerà la guida del ministero per lo Sviluppo economico mentre Massimo Garavaglia, 52 anni, di Cuggiono (Milano), guiderà il nuovo ministero del Turismo. Torna al governo anche la forzista Mariastella Gelmini, 47 anni, di Leno (Brescia) nominata ministra per gli Affari regionali e le autonomie.
Nel precedente governo, il Conte II, i ministri lombardi erano due: Lorenzo Guerini ed Elena Bonetti, entrambi riconfermati. In totale, oggi, 18 ministri su 24 (il 75%) provengono dal Nord Italia, 2 dal Centro (Draghi ed Enrico Giovannini, entrambi romani) e 4 dal Sud. Il presidente del Consiglio e i nuovi ministri giureranno domani alle 12 al Quirinale.
Claudio Agrelli
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