Niente carcere per Stella Boggio, la 33enne di Bovisio Masciago che ha ucciso il compagno Marco Magagna, 38enne impiegato di Arese. La donna, per il momento, può restare agli arresti domiciliari, in attesa del processo. In Tribunale però dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato e non di eccesso colposo in legittima difesa.
Delitto Marco Magagna, la decisione del Tribunale della libertà per Stella Boggio
È questa la decisione uscita dopo diverse settimane di attesa, dalla dodicesima sezione penale del Tribunale del Riesame di Milano per dopo l’ennesima lite avvenuta la notte dell’Epifania nella mansarda di lei dove vivevano.
La Procura di Monza aveva presentato ricorso ai giudici della libertà dopo che il gip del Tribunale di Monza, le aveva concesso gli arresti domiciliari nella casa dei genitori a Limbiate, sostenendo che Stella Boggio avesse agito per eccesso colposo in legittima difesa.
Secondo la Procura, che chiedeva il trasferimento in carcere, c’era stata una grande sproporzione tra il pericolo che la donna correva nel momento in cui il compagno l’ha buttata a terra e il mezzo da lei utilizzato per reagire, ovvero rialzarsi per prendere un coltello dalla cucina e ferirlo con un unico colpo al centro del petto che gli è risultato fatale.
Per il Tribunale del Riesame però, “l’aggressività della Boggio, si è prevalentemente manifestata nell’ambito del rapporto di coppia con il Magagna” e quindi ora ci sono le condizioni per ritenere che gli arresti domiciliari siano sufficienti ad evitare ulteriori occasioni di delitto.
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