Si erano dichiarati semplici turisti in viaggio verso Milano e in dogana avevano risposto “Niente da dichiarare”, ma nei bagagli nascondevano un tesoro composto da lingotti d’oro e diamanti purissimi. Il maxi sequestro è stato messo a segno nei giorni scorsi al valico autostradale di Brogeda, dove i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del distaccamento locale e i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso hanno fermato un’autovettura in ingresso nel territorio italiano.
Diamanti e lingotti d’oro in dogana, fermati finti turisti
Alla domanda di rito su un eventuale possesso di merci o valuta da dichiarare, i due occupanti del mezzo hanno risposto negativamente, sostenendo di essere diretti nel capoluogo lombardo per una vacanza. Un primo controllo all’interno dell’abitacolo ha però subito insospettito le fiamme gialle e i doganieri, che hanno rinvenuto una macchina conta-soldi. L’insolito ritrovamento ha spinto le forze dell’ordine ad approfondire l’ispezione, estendendola accuratamente a tutte le valigie.
La perquisizione ha fatto emergere un bottino di altissimo valore: un prezioso anello modello veretta con incastonati 12 diamanti da un carato ciascuno, un ulteriore diamante singolo non montato da un carato, tutti corredati dai relativi certificati gemmologici, e ben sette lingotti d’oro purissimo (con un tenore superiore al 99,5%), per un valore complessivo stimato in 35.218,40 euro. Una quantità di metallo prezioso che, per il fisco, è del tutto assimilabile al denaro contante.
Messo di fronte alle proprie responsabilità, il proprietario della merce – un gioielliere di professione residente in Polonia – ha chiarito di dover raggiungere Milano per effettuare alcuni investimenti. L’uomo ha inoltre ammesso di essere perfettamente a conoscenza degli obblighi di dichiarazione in dogana, ai quali tuttavia non aveva adempiuto al momento del controllo.
Per l’orafo è scattata immediatamente la contestazione per contrabbando di preziosi. In assenza di documentazione commerciale, gli uffici sono attualmente al lavoro per quantificare l’esatto valore dell’anello e del diamante singolo, un passaggio necessario per calcolare l’ammontare dei diritti di confine evasi e la sanzione finale. Per due dei sette lingotti d’oro, del peso complessivo di 200 grammi e dal controvalore di 25.156 euro, è stata inoltre contestata la violazione della normativa valutaria per il superamento della soglia di legge fissata a 10.000 euro. Tutta la merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo.




