Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo, avvenuto nel mese di agosto, ha suscitato sdegno e polemiche da moltissimi sostenitori dello spazio di via Watteau, considerato da molti un pezzo di storia di Milano e un punto di riferimento artistico e culturale della città meneghina.
Tra questi anche Salvatore Benintende, in arte TvBoy, artista novatese, uno degli street art più conosciuti al mondo, che attraverso i social ha voluto mostrare solidarietà e vicinanza a tutti i frequentatori del Leoncavallo ricordando quando anche lui, che ora vive a Barcellona, da Novate si recava al centro sociale: “Del Leoncavallo conservo solo bei ricordi. Avevo vent’anni quando iniziai a frequentarlo, era il 2000. Lì andai ai miei primi concerti: Punkreas, Manu Chao, 99 Posse, Neffa, Subsonica. Lì realizzai le mie prime opere. Non era solo un centro sociale: era un laboratorio di creatività, era un luogo di libera espressione, un punto di incontro per chi credeva che l’arte e la cultura dovessero essere accessibili a tutti, non un privilegio per pochi”.
Quando Sgarbi lo definì ‘la Cappella Sistina della street art’
TvBoy invita alla riflessione e chiede di valutare bene la scelta fatta: “Oggi Milano ha più che mai bisogno di spazi come il Leoncavallo. Invece si preferisce demonizzare l’aggregazione giovanile, spegnere i valori della condivisione, soffocare ciò che nasce dal basso e non dal profitto”. Da qui il suo appello a riaprire il centro e non solo. Secondo TvBoy, “le opere d’arte al suo interno e all’esterno devono essere salvate, preservate, tutelate. Devono diventare patrimonio collettivo, un museo vivente. Già nel 2007, Vittorio Sgarbi, che pure viene da un mondo lontano dal mio, riconobbe il valore del Leoncavallo, definendolo ‘la Cappella Sistina della street art’ durante la mostra al Pac”.
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