Nuova “spaccata” alla geleteria Ambrogino di via Volta a Saronno. E’ la quarta in otto mesi. Il racconto dell’ennesimo episodio arriva ancora una volta dal titolare Claudio Caputo, che questa mattina è stato svegliato alle 4,20 dalla telefonata dei carabinieri che lo avvisavano del furto al suo locale, col vetro rotto della porta d’ingresso. Caputo, giovane imprenditore con numerosi locali avviati negli anni, filma il viaggio in auto per raggiungere la gelateria, alle 4,40 di stamattina, l’arrivo, l’incontro con la pattuglia di carabinieri che è sul posto.
Lo sfogo del titolare della gelateria Ambrogino di Saronno, 4 furti in 8 mesi
C’è il vetro rotto dell’ingresso. “Ho la cassa aperta” – ribadisce ai carabinieri mostrando appunto il registratore di cassa lasciato volutamente con il cassetto aperto e vuoto, visibile pure dall’esterno proprio per far capire anche ai malintenzionati che non ci sono soldi da rubare. Proprio davanti alla porta d’ingresso c’è una lattina vuota di Coca Cola, probabilmente l’unico “bottino” del colpo messo a segno dal ladro, che naturalmente ha provocato un danno ben maggiore, spaccando il vetro d’ingresso.
Questo il duro sfogo di Claudio, riportato sul suo profilo Facebook, dopo l’ennesimo furto subito.
“Lavorare in media 15 ore ogni giorno, tutto l’anno, senza fermarsi un giorno, senza andare in ferie per anni, e ricevere una chiamata alle 4.20 dai Carabinieri per scoprire di vivere in un paese dove per una lattina di coca sono disposti a rischiare il peggio, è seriamente frustrante. Quattro spaccate in otto mesi, sacrifici e notti insonni con il timore che rientrino per l’ennesima volta, ore perse a denunciare sinistri a forze dell’ordine e vergogna a rivolgersi all’assicurazione manco il ladro fossi io. Alla terza spaccata ho provato con ironia ed educazione che è un tratto distintivo del mio carattere, ma tenendo conto di tutti i furti e danni che stanno combinando a questa povera città adesso mi sento di dire basta.
L’atto di accusa contro la droga e il mondo che ruota intorno
Saronno come purtroppo tante altre città ha dei seri problemi, tossici e spaccio, entrambi sono uniti da un comun denominatore: la droga. I primi devono usarla e per poterla comprare devono raccattare soldi o beni scambiabili per una dose, la seconda sono quella feccia di inetti che gravitano attorno al mondo dello spaccio.
I Carabinieri svolgono un lavoro eccellente ma non hanno mezzi e possibilità di eccellere nel far capire a sti parassiti come si debba vivere in una società civile, dopo quindici anni di attività e decine di locali aperti mi sento di dire basta a questo scempio.
Bisogna riprendersi la propria dignità ma soprattutto smetterla con tutta questa falsa ipocrisia, questi maledetti vanno puniti. E vanno puniti forte. Non lasciamo calpestare il diritto alla serenità, agire o con le buone oppure in qualsiasi altro modo”.
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