Nuovo capitolo giudiziario legato al delitto di Giulia Tramontano, la 29enne incinta uccisa a Senago nel maggio 2023 dal compagno Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo. Il Tribunale civile di Milano ha stabilito che la cognata del killer dovrà risarcire i familiari della giovane con circa 25 mila euro tra danni e spese legali.
La cognata comprò l’auto usata da Impagnatiello per trasportare il corpo di Giulia, con l’obiettivo di farlo risultare nullatenente
La vicenda, raccontata da Corriere.it riguarda la Volkswagen T-Roc di Impagnatiello, l’auto usata per trasportare il corpo di Giulia prima di abbandonarlo in un’intercapedine di garage. Due mesi dopo il delitto, l’auto era stata venduta alla moglie del fratello del killer, a un prezzo di 10 mila euro, molto inferiore al reale valore di mercato (circa 20 mila). Secondo i giudici, la compravendita aveva il solo scopo di sottrarre il bene ai risarcimenti dovuti alla famiglia della vittima.
Il fratello Omar, incaricato da Impagnatiello di gestire conti correnti e beni dopo l’arresto, avrebbe favorito l’operazione.
Per il giudice Francesco Pipicelli, la vendita tra parenti non può essere considerata una normale transazione: era nota a tutti la gravità del delitto e le conseguenti pretese risarcitorie dei familiari di Giulia.
Ad aggravare i sospetti, anche la denuncia di un presunto furto dell’auto, presentata nell’ottobre 2024: la compagnia assicurativa rifiutò però ogni indennizzo, rilevando contraddizioni e anomalie nella ricostruzione dell’accaduto.
La sentenza civile ha così disposto la revoca della vendita e condannato la cognata del killer a risarcire la famiglia Tramontano con l’equivalente del valore dell’auto (20 mila euro) più 5 mila euro di spese legali. Un provvedimento che si aggiunge alle provvisionali già stabilite in sede penale (200 mila euro ciascuno ai genitori e 150 mila al fratello e alla sorella di Giulia), difficilmente però esigibili da un imputato nullatenente.
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