Paderno, bar Acli, 400 firme contro la chiusura: “Si attivi il Comune”.
“Chiedo alla Sindaca e agli assessori di ragionare se ci siano le condizioni per convocare la parrocchia, l’Acli e chi gestisce attualmente il bar per trovare soluzioni alternative alla sua chiusura”. Lo propone Sergio Bucci in un videomessaggio diffuso attraverso i suoi canali social. Ora la mobilitazione per il futuro del bar delle Acli di via Vivaldi passa anche attraverso la petizione promossa tra giugno e i primi di luglio.
“Sono state raccolte oltre quattrocento firme per chiedere che il bar rimanga aperto”, sottolinea l’ex fotografo di Calderara. “Anche se non direttamente coinvolta nella vicenda, l’Amministrazione comunale davanti a questo numero di cittadini dovrebbe convocare un tavolo per capire se ci sono le condizioni per portare avanti questa esperienza che dura da 60 anni”.
Paderno, bar Acli: 400 firme contro la chiusura. “Si attivi il Comune”
Al momento, il bar dovrebbe cessare la sua attività al 30 settembre con la naturale scadenza del contratto dell’attuale gestore. È quanto deciso dall’assemblea dei soci Acli che a fine maggio ha esaminato l’andamento finanziario dell’attività. “Non potendo rimanere aperta con passività e non avendo trovato un nuovo gerente, dopo l’indisponibilità dell’attuale a proseguire, si è optato per la sua chiusura definitiva”, hanno comunicato dall’Acli.
Il bar si trova all’interno dei locali messi a disposizione dalla parrocchia e dagli anni della pandemia riverserebbe in condizioni critiche a livello finanziario. Così per i soci l’unica strada che si è fatta largo è quella della chiusura definitiva.
“Chiediamo che venga rivalutata questa decisione perché il bar rappresenta un importante luogo di aggregazione sociale per Calderara”, si legge nel testo della petizione che in poco meno di un mese ha raccolto oltre quattrocento firme. “Auspichiamo che vengano esaminate tutte le soluzioni alternative alla chiusura”. Da qui la proposta di Bucci di un tavolo di confronto convocato dall’Amministrazione comunale pur non essendo direttamente coinvolta. “La questione riguarda la parrocchia, l’Acli e l’attuale gestore del bar – conclude Bucci – È una cosa che non compete il Comune, ma non è vietato interessarsi per evitare che un bar così importante per il quartiere chiuda”.





