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PizzAut riapre oggi in attesa dei funerali di Celeghin, Acampora: “Con Enrico è morto un pezzo di me”
PizzAut riapre oggi, dopo lo sgomento per la morte di Enrico Celeghin. Una delle colonne della pizzeria sociale insieme a Nico Acampora, proprio il fondatore ha dato l’annuncio a 24 ore dalla scomparsa del socio e amico, originario di Paderno Dugnano.
“Una notte in bianco e la decisione di riaprire oggi. Diversi genitori mi hanno chiesto di farlo, perché i ragazzi a casa si sentono smarriti, piangono, o stanno in silenzio o parlano solo di Enrico, alcuni hanno paura e tutti vogliono venire a lavorare, vogliono stare insieme a PizzAut”. Con queste parole Nico Acampora annuncia la riapertura delle due pizzerie di Cassina de Pecchi e Monza. Proprio ieri alla stessa ora annunciava la chiusura per “un gravissimo e improvviso lutto”. Ieri mattina, è morto Enrico Celeghin, 62 anni.
Il malore che lo ha stroncato è arrivato pochi minuti dopo la sveglia. Stava facendo colazione, quando si è sentito male e non ha avuto scampo. Lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Garbagnate Milanese, ma per lui non c’era più nulla da fare. La sua terribile scomparsa ha lasciato tutti sgomenti. A partire dai tanti ragazzi che lavorano da PizzAut. “Vuole venire a lavorare anche chi non è di turno, anche chi dovrebbe essere a casa di riposo il lunedì”, spiega Acampora nel giorno dell’Immacolata. “Amico mio, non so se sto prendendo la decisione giusta, di solito mi confrontavo con te… e anche questa volta sto cercando di parlarne con te… ma tu non mi rispondi .
Sono sicuro che i ragazzi ti cercheranno dappertutto e probabilmente loro riusciranno a trovarti.
“Ciao amico mio, ci vediamo domani mattina. Ieri Enrico mi ha salutato così, ed è cosi che ci salutiamo tutte le sere, tutte le sere”, ricorda Acampora. Loro insieme hanno fatto nascere PizzAut, quando ancora nessuno ci credeva. Acampora ha poi fatto conoscere questo progetto in giro per l’Italia mentre Celeghin era il braccio operativo. Era lui il riferimento quotidiano per i ragazzi: da lui hanno imparato a organizzare le prenotazioni, a impastare e cuocere le pizze, a fare servizio ai tavoli. Enrico era un riferimento in particolare nell’ultimo periodo per quella di Monza che ha visto nascere. Enrico era anche il papà di Matteo, per tutti Matteone il gigante buono. Uno dei primi ragazzi assunti a tempo indeterminato da PizzAut.
“È la persona con cui trascorro la maggior parte del tempo della mia vita, con Enrico vado in vacanza, con Enrico mi confido, con Enrico sogno, con Enrico soffro. Insieme siamo stanchi e insieme siamo felici”, prosegue Acampora. Enrico non era un volontario di PizzAut, come hanno scritto alcuni giornali, Enrico era PizzAut”.
Intanto, PizzAut e i tantissimi che hanno conosciuto Celeghin si preparano all’ultimo saluto. Al momento non è ancora stata resa nota la data dei funerali. Celeghin era originario di Paderno Dugnano, in particolare del quartiere di Palazzolo, dove negli anni ha organizzato anche alcuni eventi con PizzAut. Dopo le nozze si era trasferito a Limbiate e ultimamente proprio per stare vicino a Monza e Cassina de Pecchi aveva un punto di appoggio a Milano, nel quartiere Lambrate.
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