Trovati senza autorizzazione nella Talent House, sono stati tutti identificati e chiamati “a rapporto” in Comune. Una decina i minorenni, dai 15 ai 17 anni, che hanno dovuto presentarsi coi genitori: ad attenderli nell’aula consiliare c’erano la polizia locale, l’assessore ai Servizi sociali Laura Radrizzani e un’educatrice. Obiettivo: educarli al rispetto dei beni pubblici e della quiete cittadina, per impedire che possano ancora accedere senza permesso in una struttura comunale o eventualmente commettere vandalismi.
“Non volevamo far loro la ramanzina – spiega il comandante Alfredo Pontiggia – Abbiamo infatti chiesto loro che cosa li spinge a comportarsi male. E’ emerso che non sanno cosa fare quando non sono a scuola, sono annoiati e non hanno idea di come impegnare il tempo”.
Laboratori per tenere impegnati i ragazzi
L’amministrazione civica ha pensato pertanto di intervenire sia sul piano della sicurezza sia su quello educativo, offrendo alla fascia giovanile diverse iniziative di aggregazione sociale: si comincerà con dei laboratori proprio alla Casa dei Talenti.
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