Lega di Saronno condannata anche in Cassazione per i manifesti in cui ha definito “clandestini” alcuni richiedenti asilo. Arriva la terza condanna, come riferisce IlSole24Ore.
Lega di Saronno condannata anche in Cassazione
La vicenda risale al 2016. A Saronno sono arrivati 32 profughi come previsto dal ministero dell’Interno. Il Carroccio risponde tappezzando la città con una 70ina di manifesti gialli e una scritta: “Saronno non vuole clandestini”.
Da battaglia politica diventa ben presto battaglia giudiziaria. Alcune associazioni si rivolgono al Tribunale. Dopo la condanna in primo grado arriva anche quella in secondo a inizio 2020. Ora la vicenda si è chiusa anche in Cassazione con la terza condanna.
I manifesti contro i “clandestini”: termine “umiliante e offensivo”
Nei manifesti firmati dalla Lega di Saronno per questo è stata condannata i “clandestini” venivano contrapposti ai saronnesi. Ai primi – sosteneva la sezione leghista – venivano pagati “vitto, alloggio e vizi”, mentre ai secondi “tagliano le pensioni e aumentano le tasse”. Per la Suprema corte questo linguaggio è lesivo e che va a creare un ambiente “umiliante e offensivo, per motivi di razza, origine etnica e nazionalità”.
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