Circa 900 persone hanno attraversato oggi, venerdì 22 maggio, il centro di Saronno in occasione della Marcia per la Legalità 2026. Il corteo, promosso dal presidio “Rita Atria” insieme all’associazione Castelli e Impastato, ha coinvolto numerose realtà del territorio in una mattinata dedicata alla memoria, all’impegno civile e alla lotta contro le mafie.
La manifestazione è partita dalla piazza del Santuario, da dove i partecipanti hanno attraversato il sottopassaggio della stazione per raggiungere piazza Libertà. Durante il percorso, tanti i cartelloni e gli striscioni dedicati ai temi dell’antimafia e della legalità, con citazioni di Peppino Impastato, tra cui la celebre frase: “La mafia uccide, il silenzio pure”. Su tutti, risaltava lo striscione tenuto dagli studenti in testa al corteo, recante la scritta “Il bene genera bene”, come a sottolineare l’importanza della legalità.
Marcia della Legalità a Saronno, numerosi partecipanti tra studenti, insegnanti, istituzioni e cittadini di tutte le età
Una volta arrivati in piazza Libertà, hanno preso il via gli interventi dal palco. Ad aprire il momento istituzionale è stato Alessio, giovane membro del presidio di legalità “Rita Atria” del liceo Legnani di Saronno, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della memoria, soprattutto in vista del trentaquattresimo anniversario della Strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la magistrata Francesca Morvillo – moglie di Falcone – e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Tra le autorità presenti, con la fascia tricolore, anche il sindaco Ilaria Pagani e l’assessore alle Pari Opportunità Lucy Sasso. Nel suo intervento, il sindaco si è rivolto soprattutto ai più giovani: “Voi ragazzi oggi siete qui a raccontare che non state zitti, che non vi girate dall’altra parte, ed è per questo che oggi indosso la fascia che utilizziamo nelle celebrazioni ufficiali”, ricordando in secondo luogo l’importanza di fare del contrasto alle forme di criminalità organizzata un valore condiviso, valorizzando la memoria collettiva.
Tra i momenti più significativi del pomeriggio anche l’intervento del giornalista di LA7 Carmelo Schininà, che ha richiamato l’attenzione sulla vicenda del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972. Dal palco ha sottolineato come “il ricordo e la memoria siano fondamentali, soprattutto per le giovani generazioni, perché senza memoria non può esserci consapevolezza”, invitando i ragazzi a non considerare la legalità come un tema lontano dalla vita quotidiana.
La manifestazione si è conclusa in piazza Libertà con musica dal vivo e un concerto che ha coinvolto diverse band appartenenti alle quattro scuole aderendo il corteo, trasformando la mattinata in un momento di riflessione, testimonianza e condivisione collettiva.
Nic. Ni.



