
Ravenna, 14 settembre 1321: muore, in esilio, Dante Alighieri, poeta autore di celebri opere medievali prime tra tutte la Divina Commedia. Oggi, a settecento anni esatti dalla scomparsa, da Firenze a Verona, si moltiplicano le iniziative per omaggiare il padre nobile della lingua e della cultura italiana. Alla Casa di Marta di Saronno un gruppo di volontari guidati da Gigi Biffi ha allestito e presentato la mostra “Dante e la divina cucina”, percorso illustrato che svela i gusti gastronomici ai tempi del Sommo poeta. L’inaugurazione è iniziata alle 13.21, orario non casuale che ricorda l’anno della morte del poeta fiorentino. Presenti tra gli altri il sindaco di Saronno, Augusto Airoldi, l’assessora alla Cultura Laura Succi e Claudio Borroni dell’Accademia italiana di cucina.
Dal pane toscano alla selvaggina, dal pollo cacciato alla verdura, le illustrazioni svelano le pietanze tradizionali tipiche dell’epoca dantesca, le tavole imbandite dei ricchi signori e quelle, più scarne, dei poveri contadini flagellati da peste e carestie. Vizi e virtù del cibo sono al centro di alcuni episodi ricorrenti nella Divina Commedia, nei tre mondi dell’aldilà che Dante conosce guidato prima dal poeta Virgilio, poi dalla sua amata Beatrice. La mostra sul Sommo Poeta, in un anno ricco di celebrazioni come il Dantedì del marzo scorso, sarà aperta al pubblico da sabato 18 settembre per un mese fino al 24 ottobre.
Claudio Agrelli
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