La Guardia di Finanza ha fermato al valico di Uggiate con Ronago (CO), un cittadino italiano residente in Svizzera, alla guida di un’auto con diverse scatole contenenti borse, cinture e scarpe realizzati con pelli di animali esotici protetti.
Sequestro alla dogana, scarpe, borse e cinture di pitone e coccodrillo
L’uomo, classe 1999, palesemente innervosito a fronte delle domande di rito, riferiva di non avere nulla da dichiarare nonostante avesse all’interno dell’abitacolo diversi scatoloni di merce.
Incuriositi dal numero di colli posti alla rinfusa nel veicolo, gli operanti decidevano di approfondire il controllo negli uffici della locale Sezione Operativa Volante di Ronago, all’esito del quale venivano rinvenuti numerosi accessori di abbigliamento dalle fogge e colori stravaganti, verosimilmente realizzati con pelli esotiche da parte di una nota società svizzera operante nel settore dell’abbigliamento di lusso.
Dal successivo riscontro di quanto rinvenuto, ovvero 22 borse, 18 cinture e ben 30 calzature risultava che la merce, scortata da formulari di riesportazione C.I.T.E.S. per la limitrofa Svizzera, aveva un valore complessivo pari a circa 25.000 euro.
Scarpe e accessori realizzati con pelli di animali protetti
Gli operanti procedevano, inizialmente, al sequestro amministrativo di tutto quanto rinvenuto per contrabbando. Vista la particolarità dei suddetti accessori, veniva richiesto il supporto della Squadra C.I.T.E.S. del Gruppo Ponte Chiasso.
A seguito degli opportuni riscontri sulla merce in sequestro, i finanzieri, unitamente ai funzionari dell’A.D.M., constatavano che la stessa era stata realizzata con pelli di alligatore del Mississipi (alligator mississippiensis), pitone delle rocce birmano (python bivittatus), pitone reticolato (malayopython reticulatus) e coccodrillo del Nilo (crocodylus niloticus).
Tali specie di animali, protetti in base alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale, nota come C.I.T.E.S. (Convention on International Trade of Endangered Species) sono ricomprese nell’Appendice II° della Convenzione C.I.T.E.S./Allegato B Reg. UE 966/2023. Da ulteriori approfondimenti investigativi, inoltre, risultava che il trasgressore poche ore prime del sequestro aveva effettuato le previste pratiche doganali all’esportazione dall’Italia verso la Svizzera, per poi, in assenza di documentazione, tentare di reintrodurla nel territorio comunitario passando attraverso un valico minore non presidiato.
Ipotesi di tentata evasione dell’Iva su prodotti
E’ plausibile ritenere che l’escamotage sia stato adottato dal soggetto al fine di eludere gli assolvimenti in materia di I.V.A. all’importazione, sottraendosi, così, agli stringenti controlli per la protezione della fauna e flora minacciate di estinzione. Per tali motivi, gli operanti procedevano a denunciare il transitante a piede libero alla Procura della Repubblica di Como, in violazione dell’art 2, L. nr. 150 del 7 febbraio 1992 e sequestrare penalmente le merci rientranti in C.I.T.E.S..
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