Senago, “Ridateci il muretto”: protesta dei giovani dopo l’abbattimento.
“Ridateci il muretto”. La scritta comparsa in piazza Aldo Moro da qualche settimana ha creato al contempo perplessità e curiosità. Ma qual è il motivo di questo messaggio? E a chi è indirizzato? Piazza Aldo Moro è da tempo al centro di diversi dibattiti sui disordini e sui rumori notturni che minano la quiete dei residenti dei palazzi che si affacciano sull’ampia area. E proprio il piccolo muretto in questione era divenuto simbolo del ritrovo per alcuni gruppi di giovani, fulcro di serate, spesso anche animate da urla, musica e rumore di veicoli.
Nei mesi scorsi, l’Amministrazione Comunale e la Polizia Locale hanno avviato un dialogo costruttivo con i residenti del Centro Verde e delle abitazioni limitrofe, ascoltando le numerose segnalazioni e le lamentele riguardo ai continui schiamazzi notturni. La situazione è stata attentamente valutata, sono stati disposti una serie di interventi tra cui, appunto, la rimozione del muretto, con l’obiettivo di preservare il diritto alla quiete dei cittadini.
Senago, “Ridateci il muretto”: la protesta dei giovani e la posizione del Comune
Il Comune ha chiarito di non voler impedire ai giovani momenti di socialità, ma ha suggerito di ritrovarsi nelle panchine centrali di Piazza Aldo Moro, più lontane dalle finestre delle abitazioni. Parallelamente, la Polizia Locale ha intensificato i controlli, sia nelle fasce orarie serali, sia contro i sempre più frequenti atti vandalici. La rimozione della piccola infrastruttura ha suscitato però le proteste da parte dei ragazzi che vedevano nel muretto non solo un punto di ritrovo, ma anche un luogo di ricordi e spensieratezza.
In segno di disapprovazione, sono stati lasciati diversi messaggi scritti con il pennarello proprio dove sorgeva il muretto: “Rivogliamo il muretto”, “Restiamo qua fino alla morte” e ancora “No muretto, no rispetto!”. Un chiaro segnale di dissenso da parte dei gruppi che hanno sentito minacciata la propria socialità, e che ha altresì aperto la riflessione sul rispetto e sul silenzio dovuti nei confronti dei residenti della zona che, ormai da anni, segnalano situazioni spiacevoli. La moderazione più volte richiesta ai ragazzi avrebbe potuto portare a una “convivenza pacifica”, il persistente rumore ha obbligato il Comune a questa decisione, messa in atto per tutelare i cittadini, esausti di non poter più nemmeno dormire serenamente.
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