L’Amministrazione Comunale di Solaro dichiara guerra aperta al progetto presentato da un operatore privato per la realizzazione di un gigantesco campo agrivoltaico in via Delle Mavane, nella fascia agricola a sud del paese. Un’area protetta che ricade nei territori del Parco delle Groane e del Parco del Lura, con una funzione cruciale di corridoio ecologico.
Da Solaro parte la trincea verde contro quello che viene definito, senza mezzi termini, uno «sterminato ecomostro fotovoltaico».
I numeri del progetto, contenuti in una comunicazione inviata dalla Città Metropolitana di Milano lo scorso 21 maggio, descrivono un intervento di proporzioni d’impatto sul territorio: 15 ettari di estensione (pari a oltre 20 campi da calcio), 17.500 pannelli solari da installare e una potenza totale stimata in 18,21 gigawatt annui. Una produzione capace di alimentare tra le 6 e le 7 mila abitazioni, ma che secondo la giunta solareste avrebbe costi ambientali inaccettabili.
La strategia del Comune di Solaro: un bosco anti-pannelli e vie legali
Dopo oltre un mese di approfondimenti tecnici, l’Esecutivo guidato dalla Sindaca Nilde Moretti ha deciso di muoversi su tutti i fronti istituzionali e legali per bloccare l’iter. Il tema, già illustrato ai consiglieri nella Commissione Territorio di giovedì 9 luglio, approderà a breve in Consiglio Comunale, mentre da settembre scatteranno assemblee pubbliche per coinvolgere la cittadinanza.
La contromossa più immediata per blindare l’area prevede l’utilizzo delle compensazioni ambientali derivanti dal nuovo Data Center della vicina Cesate: l’obiettivo è piantare proprio in quei terreni un fitto bosco simile all’area naturale di Introini, rafforzando la barriera verde a protezione del paese.
Gli amministratori ci tengono a precisare che non si tratta di un pregiudizio ideologico contro la transizione ecologica. «Non siamo contrari alle rinnovabili», chiarisce l’assessore all’Urbanistica Maurizio Castelnovo, «ma questo progetto ha dimensioni sconsiderate che distruggerebbero fasce naturali protette dal nostro PGT. Tra l’altro, anche il Parco del Lura e la Soprintendenza si sono già espressi negativamente».
Gli fa eco l’assessore ai Lavori Pubblici Christian Caronno, che respinge la logica del “No a prescindere”: «Non è un caso di Nimby, ma di difesa di un patrimonio naturale. Per dimostrare che siamo a favore del fotovoltaico ragionato, stiamo creando una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) sfruttando l’area della vasca volano di corso Italia, uno spazio già tecnologico e nascosto. Contro questa anomalia in via Delle Mavane ci batteremo fino all’ultima possibilità legale».
Parco Agrivoltaico a Solaro, fronte del “no” guidato dalla sindaca Nilde Moretti
Il fronte del “no” è guidato fermamente dalla Sindaca Nilde Moretti, che lancia l’allarme anche sui risvolti economici e burocratici dell’operazione, gestita interamente a livello sovracomunale:
«A livello burocratico la procedura gravita attraverso Città Metropolitana di Milano: non serve permesso di costruire, non sono previsti oneri e nemmeno ricadute positive o scontistiche in bolletta per i residenti di Solaro. L’energia prodotta potrebbe addirittura essere rivenduta all’estero. Ma anche se ci fossero stati dei vantaggi, non avremmo mai e poi mai svenduto il nostro territorio per una mostruosità simile. Siamo pronti a esplorare ogni strada possibile per cancellare il progetto».





