“Milano sembra il Bronx, non è mai stata così come è negli ultimi tre anni”. Sono parole durissime quelle del padre del giovane studente universitario accoltellato lo scorso 12 ottobre nella zona di Corso Como a Milano e che ora rischia di restare paralizzato. L’uomo è intervenuto nel programma tv “Dentro la Notizia” condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5.
Il padre del ragazzo accoltellato interviene a “Dentro la Notizia” su Canale 5
“Mio figlio è vivo per miracolo, è arrivato in ospedale con un litro di sangue. È vivo perché era a 500 metri, se no sarebbe morto».
“Penso che sia noto a tutti che ormai a Milano non si può più camminare – ha aggiunto -. Io stesso sono stato inseguito. L’altro mio figlio è stato derubato. Vivo a Milano da 30 anni, ma Milano non è mai stata così come negli ultimi 3 anni. C’è una situazione allucinante, sembriamo nel Bronx”
Saranno interrogati venerdì mattina a San Vittore i due 18enni arrestati per l’aggressione compiuta insieme a tre 17enni. La gip Chiara Valori ha fissato gli interrogatori di garanzia dopo che martedì all’alba la polizia, coordinata dal pm Andrea Zanoncelli e dalla Procura per i minorenni, ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare per tentato omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata.
I due indagati sono A.C., 18 anni, di Monza, accusato di aver colpito la vittima con due coltellate alle spalle mentre era a terra, provocando uno “shock emorragico da emotorace massivo”, e A.A., nato in Egitto e residente a Monza, indicato come il “palo”. Sono difesi dagli avvocati Giovanni Luigi Giovanetti ed Elena Luigia Patrucchi.
Contestata anche una serie di aggravanti: minorata difesa per aver agito di notte sotto un portico appartato, assenza di possibili soccorritori, azione di gruppo in cinque, concorso di minori e finalità di commettere la rapina.
In caso di rito abbreviato i due rischiano una pena tra 10 e 14 anni; tra 14 e 21 anni in caso di processo ordinario. Il calcolo deriva dalla pena prevista per l’omicidio volontario, ridotta di un terzo per il tentativo, a cui vanno aggiunte le aggravanti contestate.




