Tonnellate di droga nascoste a Garbagnate.
Più di trenta tonnellate di droga prodotta in Marocco e fatta entrare in Italia passando dalla Spagna, poi nascosta in alcuni depositi, tra cui anche uno a Garbagnate. E’ questo il quadro ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Milano, che nei giorni scorsi ha concluso le indagini e formalizzato le accuse nei confronti di un’organizzazione criminale transnazionale operante principalmente nelle province di Milano e Varese, con estese ramificazioni in Spagna e Marocco.
Tonnellate di droga nascoste a Garbagnate, le indagini
L’associazione criminale è stata accusata di aver orchestrato un vasto traffico di stupefacenti, gestendo l’importazione, vendita, cessione, distribuzione, commercio, acquisto, trasporto e detenzione illegale di tonnellate di hashish e marijuana. L’attività criminale era ben organizzata, con una precisa distribuzione dei compiti e dei ruoli tra i numerosi partecipanti coinvolti non solo in Italia, ma anche in Spagna, Marocco e altre parti del mondo. L’attività criminale prevedeva l’arrivo della droga dall’Africa alla Spagna. Qui veniva caricata su camion o furgoni con il doppiofondo e avviata verso l’Italia.
Una volta giunta nell’area tra Varese e Milano, la droga veniva scaricata e nascosta nei depositi, che si trovavano non solo a Garbagnate Milanese ma anche a Parabiago, Casorezzo e, nella zona di Varese, a Cardano al Campo. Per evitare intercettazioni, gli importatori adottavano tecniche sofisticate, inclusi l’uso di comunicazioni criptate e strumenti per rilevare microspie. Invece per movimentare il denaro senza essere tracciati utilizzavano una rete di “hawaladars” cinesi. Insomma, un’organizzazione molto ben ramificata, al punto che, se qualche componente finiva in carcere, si provvedeva a dare sostegno economico alla sua famiglia. Ma qualcosa in questo immenso traffico ha cominciato ad andare storto quando, nel 2019, una spedizione fu intercettata e sequestrata dalle forze dell’ordine.
Il gruppo allora si divise in due, nel frattempo le indagini della Dda sono andate avanti fino ad arrivare a 58 arresti qualche mese fa, con il sequestro di ben 129 milioni di euro, e ora alla definizione delle accuse nel processo che si è aperto al Tribunale di Milano. Le accuse formali della Dda rappresentano un passo significativo nella lotta contro il traffico di stupefacenti, evidenziando la complessità e l’estensione delle operazioni di queste reti criminali internazionali.
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