Tre torri di 18 piani al confine con Novate.
Un nuovo grande complesso residenziale sta per sorgere a Milano, praticamente sul confine con Novate. È infatti in progetto un nuovo intervento residenziale, situato all’estremo nord di Milano, proprio al confine con Novate e a breve distanza dalla fermata Comasina della linea M3 della metropolitana.
In un’area oggi non edificata situata subito dopo il punto in cui via Polveriera entra in Milano (e diventa via Novate) sorgeranno il più ampio parco urbano di Milano ma anche circa 700 abitazioni a canone agevolato. Il piano prevede la realizzazione di tre torri di 18 piani ciascuna, più altri due edifici di altezza inferiore. Lo prevede il Piano Attuativo PA8, approvato dalla Giunta comunale milanese, che interessa la zona di via Novate nel Municipio 9.
Il progetto delle tre torri di 18 piani al confine con Novate
L’intervento riguarda un’area complessiva di oltre 47.500 metri quadrati, delimitata a nord da via Novate e a sud dal quartiere Comasina. Il comparto è suddiviso in due parti di dimensioni simili: una è di proprietà di Redo Sgr, società già coinvolta in importanti progetti di rigenerazione urbana a Milano, come quelli delle palazzine Liberty di viale Campania e dello scalo Greco-Breda; l’altra area è invece già di proprietà del Comune milanese.
Nel piano è previsto che il privato ceda al Comune il 53% della sua area, che sarà destinata a verde pubblico, a un nuovo parcheggio e a nuove connessioni pedonali e ciclabili. Per capire meglio di quale area si tratta, basta percorrere via Polveriera verso la metropoli; quando sulla destra si vede il cartello con scritto “Milano”, l’area interessata dall’intervento è proprio quell’ampio spazio verde che in quel punto si trova accanto alla strada e al cartello.
In sostanza, si tratta dell’area delle ex “Case minime” che furono demolite una ventina di anni fa. Quella grande area doveva diventare il parcheggio (necessario!) per la fermata del metrò M3 di Comasina, ma una decina di anni fa il progetto del parcheggio fu stoppato, a quanto pare sostenendo che il terreno necessitava di bonifica poiché inquinato dai residui delle Case minime. Ora il Comune di Milano ha deciso che il parcheggio necessario non si fa, ma anzi si incrementano popolazione e auto inserendovi ben cinque edifici.


