Continua a spendere parecchi fondi di bilancio per i casi sociali l’amministrazione guidata di Uboldo da Luigi Clerici: molte situazioni familiari difficili interessano minori – spesso da inserire in comunità – dei quali il Comune deve prendersi cura quando i genitori non sono in grado di mantenerli per motivi economici o di occuparsene per problemi relazionali
Genitori perdono il lavoro, aumentano gli sfratti. Ma anche allontanamenti
Ma non mancano gli sfratti: sempre più genitori colpiti dalla crisi perdono il lavoro e non sono più in grado di pagare l’affitto o il mutuo; rischiano quindi di finire sulla strada. Ci sono poi gli allontanamenti disposti dall’Autorità giudiziaria, di cui è emblematico l’ultimo stanziamento: poco più di 8mila euro da erogare come contributo per l’inserimento di due minori in un centro di accoglienza per un solo mese; quasi 130 euro al giorno ciascuno.
Certo si risparmia parecchio con gli affidi: diverse coppie si rendono disponibili ad accogliere temporaneamente i ragazzi, evitando così al Comune l’inserimento in strutture d’accoglienza. Ma gli affidi non sono ancora moltissimi: cinque o sei le famiglie che ogni anno aderiscono, accogliendo e prendendosi cura dei minori allontanati da casa dall’autorità giudiziaria (che ne ha affidato la tutela al Comune).
Minori in comunità: Uboldo stanzia altri fondi
Una realtà di cui si parla troppo poco, che fa risparmiare i fondi per le comunità, sborsando agli affidatari somme decisamente inferiori. L’obiettivo, fra l’altro, è avvicinare i minori a nuove figure educative senza slegarli dalla famiglia d’origine. A differenza dell’adozione, l’affido dura lo stretto tempo necessario – qualche mese o anno – per garantire il recupero del rapporto coi genitori. Chi fosse interessato a questa forma di volontariato – non solo famiglie ma pure singoli cittadini – può mettersi a disposizione contattando i Servizi sociali, che potranno fornire le informazioni sul progetto.
Redazione web
Leggi ilNotiziario anche da pc, smartphone e tablet. Clicca qui per la nostra edicola digitale
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




