
C’è tanta indignazione, a Uboldo, per le scritte tracciate sugli stabili pubblici. Dopo la chiesetta di San Cosma, imbiancata da un gruppo di volontari dell’associazione Per Uboldo, è stato il turno della recinzione del cimitero (dal lato del centro sportivo). Un vero peccato, perché l’amministrazione comunale l’aveva fatta riverniciare da poco. Tempo qualche giorno ed ecco che i soliti vandali, armati di bombolette spray, hanno imbrattato nuovamente il muro di ghirigori.
“Vorrei fare i complimenti a questi artisti di strada che hanno voluto ‘abbellire’ il muro del nostro cimitero – ironizza, amareggiato, l’assessore alla Sicurezza Matteo Croci – Hanno dimostrato ancora una volta come l’educazione, la civiltà e il rispetto per la comunità siano ormai in via di estinzione: purtroppo gli imbecilli prolificano e si moltiplicano”. Croci rende noto che il Comune si sta dotando di un sistema di videosorveglianza che attualmente conta 40 telecamere e al termine del quarto lotto ne avrà ben 60: “Sono un deterrente, certo, ma non si possono mettere in tutte le vie del paese o ogni volta che si ridipinge un muro di proprietà comunale – precisa l’assessore – Soprattutto, le telecamere non possono insegnare l’educazione e il rispetto a chi non li vuole recepire”. Croci non le manda certo a dire: “Non serve una mente sopraffina per capire che imbrattare i muri del cimitero o della chiesetta di San Cosma, com’è successo di recente, sia una cosa che non si deve fare e che reca danno a tutta la comunità uboldese. Basterebbe avere un quoziente intellettivo nella norma, cosa che questi individui probabilmente non hanno. Il muro verrà ripristinato, ma la cosa più difficile da ripristinare sarà, invece, il senso civico di questi personaggi, che non trovano un modo migliore di passare il loro tempo se non compiendo atti vandalici per il paese”.

L’amministrazione, così come in passato, continuerà sempre a fare la sua parte “per cercare di infondere un senso di collettività, appartenenza e civiltà nella popolazione. Ma tutto parte dall’individuo, che deve rendersi conto che vive in una comunità e deve avere rispetto per gli altri e per le cose comuni. Senza questo, purtroppo, difficilmente la situazione migliorerà”.
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