I pusher abbandonano le biciclette mentre scappano e la Protezione civile le recupera. Risultato: ce ne sono a decine accatastate nel deposito comunale di Uboldo.
Si sono accumulate nei continui blitz compiuti dalla polizia locale consorziata e dai carabinieri nei boschi fra Origgio e Uboldo, ma anche durante i sopralluoghi della ProCiv sul Bozzente: alcune vecchie, da buttare, altre relativamente nuove, altre addirittura mountain-bike di ultimo modello (sicuramente rubate).
Prelevate e caricate sui furgoni, vengono portate nel deposito comunale contestualmente al verbale di sequestro redatto dai vigili urbani. La legge consente di metterle all’asta, nel caso nessuno venga a reclamarle entro un anno, ma è probabile vengano donate.
“La dinamica è sempre la stessa – spiega il coordinatore della ProCiv Piero Zucca – C’è chi non perde tempo quando vede noi o i vigili in azione nei boschi dello spaccio, fuggendo via a piedi invece di correre a riprendersi la bicicletta”.
Spacciatori e consumatori di hascisc, eroina e cocaina si addentrano in sella alle bici, percorrendo le stradine sterrate, cercando di passare inosservati nascondendosi nel folto della vegetazione. I controlli non mancano mai, eppure lo spaccio è difficile da debellare: “Oramai conoscono tutti i nostri boschi come le loro tasche – spiegano i vigili – Sanno come nascondersi e le migliori vie di fuga quando vengono stanati”.
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