Il coordinatore della Protezione civile di Uboldo, Piero Zucca, è morto: dopo diversi giorni di ricovero all’ospedale di Legnano per un’emorragia cerebrale, com’era sua volontà, gli sono stati espiantati gli organi per aiutare persone che – grazie a lui – adesso hanno una speranza di vita: un’equipe di medici di vari ospedali, anche collegati online, ha lavorato tutta la notte per espiantargli il cuore, i reni, i polmoni e altri tessuti.
Una persona generosa, che ha fatto la storia della Protezione civile
Come riferisce l’Ufficio stampa del nosocomio, l’intervento più significativo è stato l’espianto del cuore per trapiantarlo su un paziente dell’Ospedale di Niguarda: il primo di questo genere eseguito a cuore fermo, poi riattivato con la circolazione extracorporea. “Ha donato il suo cuore in vita e anche quando è morto”, ha commentato il personale medico dopo l’espianto degli organi. Proprio così: una persona generosa, che ha fatto la storia della Protezione civile in paese, sempre pronto ad aiutare il prossimo, ha aiutato altre persone ridando loro una speranza.
La famiglia lo ha salutato in rianimazione ieri. I funerali saranno celebrati venerdì alle 10.30 nella chiesa parrocchiale S.S. Pietro e Paolo.
Sfoglia l’edizione digitale del notiziario su Pc, smartphone tablet, direttamente dal nostro sito edicola.ilnotiziario.net
Condividi questo articolo!
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




