Sono 45 i cani ospitati al rifugio “Una Luce Fuori dal Lager” di Uboldo che oggi si trovano senza scatolette. A lanciare l’allarme è Alessio, responsabile della struttura: “Siamo al collasso, ci serve aiuto. Il cibo è finito”.
Negli ultimi due anni la crisi ha ridotto le donazioni al minimo, mentre gli arrivi in emergenza sono aumentati per rinunce di proprietà, abbandoni e maltrattamenti. Solo negli ultimi giorni tre nuovi ingressi hanno varcato la soglia del rifugio, uno dei quali ha passato nove anni chiuso in un recinto.
Molti “ospiti” sono anziani, fragili, timorosi, con un percorso di recupero lungo e complesso. “Ma proprio per questo li accogliamo noi – racconta Alessio – Siamo istruttori e addestratori: qui lavoriamo perché ognuno ritrovi fiducia e vita. Quest’anno dieci cani di taglia grande sono andati a casa: per noi è un enorme risultato”.
Dietro ogni adozione ci sono costi altissimi. L’affitto mensile ammonta a 2mila euro, le bollette di luce e acqua superano i 500 euro ciascuna, mentre le cure veterinarie spesso raggiungono cifre da capogiro. I nomi dei salvati raccontano la storia di sacrifici e speranza: Lazzaro ha ricominciato a camminare dopo terapie costose, oltre 14mila euro; Sebastian ha richiesto 13mila euro di interventi; Argo 3mila e Oliver – affetto da problemi cardiaci – 5mila.
Ecco come donare cibo: “Ogni scatoletta è vita”
Ora però anche il cibo è finito. “Non abbiamo quasi più scatolette per pranzo e cena – spiega Alessio – Chiediamo a chi può di darci una mano. Ogni scatoletta è vita”. L’appello riguarda non solo alimenti umidi e crocchette (anche specifici per cani con patologie), coperte in buone condizioni, adozioni a distanza e sostegno economico.
Gli aiuti possono essere portati direttamente all’associazione “Una Luce Fuori dal Lager”, in via Caduti della Liberazione 123. Il rifugio è aperto sette giorni su sette, dalle 10 alle 12 e dalle 16 in poi. Se i volontari sono impegnati, è possibile lasciare le donazioni davanti all’ingresso.
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