Pagato solo un terzo delle multe. Il Comune di Uboldo si trova a fare i conti con un problema che affligge molte amministrazioni locali: la scarsa riscossione delle multe. Nonostante le infrazioni vengano regolarmente accertate, solo una parte dei trasgressori paga effettivamente la sanzione. Una situazione che pesa sulle casse dell’erario e che ha spinto la giunta a intensificare le misure per il recupero dei crediti, fino ad arrivare, nei casi più ostinati, al pignoramento di beni e conti correnti.
Le sanzioni e le multe pagate nel 2024 e nel 2025
Nel 2024, su un totale di multe elevate per 129mila euro, ne sono state incassate appena 42mila, pari a poco più del 30%. Un dato deludente, che però sembra migliorare nel 2025: stando alle ultime rilevazioni, quest’anno sono già state inflitte 1.560 sanzioni, per un importo complessivo di 169mila 317 euro, di cui circa la metà (83mila 210,91 euro) è stata effettivamente riscossa. Un passo avanti, anche se ancora insufficiente. Tra le infrazioni più frequenti spiccano quelle legate al mancato rispetto del semaforo rosso, con ben 718 verbali registrati grazie ai nuovi sistemi T-Red installati all’incrocio tra via 4 Novembre, via Tognoni e via Risorgimento.
Tempi lunghi per la riscossione coattiva
Ma cosa succede se il trasgressore non paga? La procedura è rigida e prevede tempi ben definiti. Dopo la notifica della multa, si hanno 60 giorni per saldare il debito. Se non arriva alcun pagamento, scatterà un primo sollecito tramite avviso pre-ruolo, inviato direttamente dalla polizia locale. A quel punto il trasgressore avrà altri 60 giorni di tempo prima che la pratica venga affidata a un agente esterno di riscossione, che emetterà la cartella esattoriale. Se neanche questo passaggio dovesse sortire effetti, si passa alle vie legali: il Comune potrà richiedere il fermo amministrativo del veicolo o il pignoramento di un conto corrente (com’è già successo), purché entro un anno dall’iscrizione a ruolo.
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