Alla Electrolux di Solaro potrebbe essere introdotto l’orario di lavoro a giornata, con la possibilità di chiusure collettive e il ricorso a contratti di solidarietà, per fronteggiare la crisi di mercato. E’ quanto emerso nel confronto tra azienda e sindacati dell’altro giorno a Mestre.
Alla Electrolux di Solaro si sta esaurendo la disponibilità di cassa integrazione
“A Solaro si sta avvicinando il limite di utilizzo della cassa integrazione ordinaria con sole 8 settimane disponibili, per cui in sostanza si rende necessario passare ad altro strumento” -spiega una nota diffusa da Fim, Fiom e Uilm nazionali. La direzione sta ipotizzando di passare ad un orario a giornata anche a Solaro, così come a Porcia (Pn), mentre a Cerreto d’Esi (An) e a Forli questa modalità è già stata introdotta.
Questo porterà una riduzione di costi per l’azienda, ma anche una possibile riduzione di salari per i dipendenti, con la rinuncia ad alcune indennità. Sarà poi più semplice introdurre delle fermate collettive, con settimane corte quando necessario. Se la situazione più critica è quella dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, dove si producono cappe d’aspirazione per le cucine, anche a Porcia (lavabiancheria) e Solaro (lavastoviglie) i segnali sono preoccupanti con una sensibile perdita di volumi e riduzione di investimenti da parte della proprietà.
“Abbiamo iniziato il confronto, chiedendo criteri di rotazione del personale rigorosi ed equi, periodi di preavviso più lunghi per i cambiamenti di orario, nonché maggiore chiarezza in alcuni passaggi a nostro avviso ambigui che potrebbero essere interpretati in modo lesivo dei diritti dei lavoratori” -spiegano i sindacati. Il confronto dei rappresentanti dei lavoratori con la Electrolux proseguirà il 17 ottobre.


