E’ destinato a far discutere il rifiuto del sindaco di Uboldo Lorenzo Guzzetti di far giurare a una straniera fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Repubblica Italiana. Il motivo? Non conosce una parola d’italiano seppure abiti in paese da 20 anni.
Ha avuto questo epilogo imprevedibile, per due coniugi extracomunitari, la cerimonia che sarebbe dovuta avvenire al cospetto del primo cittadino (ultimo step per ottenere la cittadinanza). La donna voleva che fosse il marito a giurare per lei ma, per tutta risposta, Guzzetti si è tolto la fascia tricolore invitando la coppia a rivolgersi al prefetto per il giuramento, perché lui non lo avrebbe permesso. Risultato: dopo due settimane la donna si è presentata recitando la formula a memoria.
“Ritengo inammissibile che una persona che vive a Uboldo da vent’anni non parli una parola d’italiano – mette in chiaro Guzzetti – Mi ha stupito, soprattutto, che desse per scontato che il marito potesse giurare per lei. Il che fa pensare quale valore abbia la donna in certi Paesi. E’ un nonsenso dichiarare italiano chi non spiccica una parola d’italiano”. Una presa di posizione dura e coraggiosa a un tempo. Anche se Lorenzo Guzzetti puntualizza che “non me la prendo certo con queste persone, bensì con le leggi promulgate a Bruxelles: servono nuove modalità per attribuire la cittadinanza. Si deleghino i Comuni o altri enti a ‘indagare’, ad accertare se davvero chi la richiede si può dichiarare cittadino dello stato dove vive da tempo”.
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