
di Stefano Di Maria
Solo il grande guru della serialità televisiva Ryan Murphy poteva raccontare il sexgate di Bill Clinton come se fosse un thriller a tratti soap, in dieci episodi da un’ora ciascuno che non perdono mai il ritmo, tenendo sempre alta l’attenzione. Il terzo capitolo di AMERICAN CRIME STORY – IMPEACHMENT, show targato FX, trasmesso da Fox e in streaming su Now Tv, è molto diverso dai primi due, che trattavano il caso O.J. Simpson e l’omicidio di Versace: l’atmosfera è più da HOUSE OF CARDS, essendo ambientato prevalentemente alla Casa Bianca e al Pentagono, ma grazie a un piglio da soap opera – che qui non è un difetto, anzi – appassiona malgrado già si conosca tutto della relazione di Clinton con Monica Lewinsky e com’è andata a finire.

Le vere protagoniste della serie sono le donne. In primis proprio lei, Monica, interpretata da una stupenda Beanie Feldestein, che scopriamo essere molto diversa da come l’hanno dipinta i media: una stagista davvero innamorata del Presidente, che aveva sofferto molto per essere stata usata, ma che quando era scoppiato lo scandalo aveva fatto di tutto per non danneggiarlo. La comprimaria è Linda Tripp, nei cui panni c’è l’irriconoscibile musa di Ryan Murphy Sarah Paulson, che pur di rovinare Clinton e vendicarsi per avere perso il posto alla Casa Bianca fu pronta a tradire l’amica registrando le loro conversazioni telefoniche: proprio grazie a queste prove partirà l’inchiesta della procura. Nel ruolo di Hillary Clinton c’è invece l’altrettanto brava Edie Falco (NURSE JACKIE), convincente nel mostrare l’animo e il carattere della first lady, divisa fra il dolore per il tradimento e il dover andare avanti malgrado tutto: una donna che, avesse o meno ambizioni già all’epoca, non ha mai lasciato il marito, standogli sempre a fianco e sostenendolo.

Da AMERICAN CRIME STORY – EMPEACHMENT esce il ritratto di un uomo, Bill Clinton, manipolatore, che usava le donne approfittando del suo potere. Ma anche di un presidente debole, che si sentiva molto solo, oppresso dalle responsabilità. Perfetto in questo ruolo l’attore Clive Owen, davvero rassomigliante a Clinton: una prova difficile per lui, ma superata a pieni voti.
La serie indaga la psicologia dei protagonisti del sexgate per cui Clinton sarà ricordato nel mondo, ci spiega il perché delle loro scelte e come le loro azioni abbiano influito nel corso degli eventi. Come dicevamo all’inizio della nostra recensione, il ritmo è sempre alto, così come il coinvolgimento emotivo nel vedere con quanta paura e sofferenza Monica abbia vissuto lo scandalo della sua relazione col Presidente: in tal senso è stata efficace proprio la consulenza della Lewinsky in fase di produzione, che ha voluto mettere a nudo tutto ciò che aveva dovuto sopportare per il tradimento dell’amica Linda.
AMERICAN CRIME STORY – IMPEACHMENT mette in luce come gli uomini di potere usino le donne, ma anche il ruolo dei media negli scandali sessuali, che invece di cercare la verità sparano sentenze mettendo alla gogna chi ha subito violenza e ha il coraggio di esporsi. Sembra la descrizione del mondo di oggi: proprio non abbiamo imparato nulla dalla vicenda di Clinton. Nonostante il fenomeno #MeToo.
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