di Stefano Di Maria
A poche settimane dal rilascio di UN SOLO SGUARDO, è disponibile su Netflix un’altra serie firmata Harlan Coben, il prolifico scrittore statunitense di bestseller, che ha firmato con la piattaforma a stelle e strisce un contratto per la trasposizione seriale dei suoi thriller: da qualche giorno è disponibile: ATRAPADOS, IN TRAPPOLA. Guardandola, ci siamo posti una domanda: valeva la pena vedere un’altra serie standardizzata stile Coben? La risposta sta nel mezzo: un po’ sì un po’ no, ma forse sarebbe meglio dire ni, come vedremo dalla nostra recensione.
Qui sotto il trailer ufficiale di Netflix:
ATRAPADOS, IN TRAPPOLA – La trama
A Bariloche, città della Patagonia argentina, la giornalista Ema Garay sale alla ribalta dei media digitali denunciando i criminali che riescono a eludere la legge. La sua vita prende una piega inaspettata quando incontra Leo Mercer, una figura rispettata della comunità che diventa il principale sospettato nelle sue indagini sulla scomparsa di una sedicenne. Mentre cerca la verità, Ema si trova costretta a confrontarsi con i propri demoni.

ATRAPADOS, IN TRAPPOLA – La recensione
Questa volta l’ennesimo thriller saturo di misteri, suspence e azione si svolge in Argentina, a dimostrazione dell’adattabilità dei libri di Coben a qualunque ambientazione. Il che può essere un vantaggio, immergendoci in più realtà culturali del globo. Ma il risultato è sempre lo stesso: qualità nella media, niente di eccezionale e indimenticabile, ma puro intrattenimento che sì, funziona. Ogni uscita di Coben, infatti, finisce regolarmente nella top ten di Netflix e ATRAPADOS, IN TRAPPOLA non fa eccezione.
Soledad Villamil, l’attrice che incarna la protagonista Ema, non suscita immediata empatia, serve tempo per familiarizzare col suo personaggio e alla fine risulta molto più coinvolgente di quanto non sembrasse. E’ credibile nel ruolo della giornalista che, tormentata da un lutto che l’ha devastata, difende il suo diritto di informare e ha un grande senso di giustizia, a tal punto da non esitare di rischiare la vita per la verità. Attorno a lei ruota un cast convincente, ma nei limiti concessi dall’impronta data alla serie, che scivola a tratti nei mielosi prodotti sudamericani. Si sarebbe potuto osare di più.

Il clima è serrato, sostenuto da colpi di scena e quell’alone di mistero che tengono alta l’attenzione tipici delle opere di Coben. Ma il dato di fatto è che ATRAPADOS, IN TRAPPOLA sa di già visto, non si distingue dagli altri adattamenti dei libri dello scrittore.
Eppure i temi non sono di poco conto, anzi di stretta attualità: la pedofilia, con l’adescamento di minori tramite le chat, le piattaforme che traviano giovani senza nessuna consapevolezza dei rischi che corrono, il giornalismo che sbatte il mostro in prima pagina senza averne certezza, le commistioni che si creano nelle piccole comunità in cui è forte il desiderio di riscatto. Sviscerare tematiche così importanti non era semplice, ma la scrittura e la regia hanno fatto del loro meglio. Solo che non basta per dire di ATRAPADOS, IN TRAPPOLA che è indimenticabile. Al di là della tensione e delle emozioni, ridiventa il classico thriller stile Coban che finirà nel calderone delle serie d’intrattenimento.
VOTO: 3/5
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