di Stefano Di Maria
Quattro detective. Quattro linee temporali. Un cadavere. Si presenta così BODIES, serie tv inglese rimasta a lungo ai primi posti della top ten di Netflix. Uno show che è un miscuglio di mistery, crime e sci-fi, tratto dalla spiazzante graphic novel di Si Spencer.
BODIES – La trama
Quando lo stesso cadavere è scoperto a Longharvest Lane nell’East End londinese nel 1890, 1941, 2023 e 2053, un detective di ciascun periodo deve indagare. Mentre si cercano collegamenti tra i decenni, i detective presto scoprono che le inchieste sono correlate e un enigmatico leader politico di nome Elias Mannix (Stephen Graham) assume un ruolo sempre più importante. Ha avuto qualcosa a che fare con l’omicidio? O forse si tratta di qualcosa di ancora più inquietante? Per risolvere il mistero i quattro detective dovranno trovare un modo per collaborare e svelare un complotto che dura oltre 150 anni.

BODIES – La recensione
Uno dei pochi pregi di BODIES è che l’originalità della trama, con ben quattro piani temporali, avvinghia fin dalle prime battute lo spettatore, ignaro della confusione e del caos che lo attende. A un certo punto, anche se si fatica a seguire tutte le storyline e tanto meno il mistero che si cela dietro gli omicidi, se non si molla del tutto la serie si prosegue per inerzia: BODIES è confezionata così bene che ha un’indiscutibile fascino e i personaggi sono tratteggiati in modo talmente convincente che interessa più l’evoluzione della loro personalità e della loro vita più che il mistero in sé.

Una spiegazione, quella degli omicidi comuni alle quattro epoche perfettamente ricostruite, che chiede la sospensione dell’incredulità e può risultare ostica e fin troppo fantascientifica a chi non è appassionato di viaggi nel tempo o agli sventurati spettatori che – a giudicare dall’inizio – si aspettavano una storia più ancorata alla realtà.
GIUDIZIO: 3/5
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