di Stefano Di Maria
Ci sono piattaforme come Disney Plus, Paramount Plus ed Apple Tv, che stanno sempre più prendendo piede moltiplicando i loro abbonati. Siamo però ancora lontani dai numeri di Netflix ed è per questo che tante perle seriali rimangono nella nicchia, assolutamente misconosciute al grande pubblico. CI VEDIAMO IN UN’ALTRA VITA, rilasciata da Disney Plus, è una di queste: siamo certi che, se fosse stata rilasciata da Netflix, gran parte dei lettori di questa recensione saprebbe di che cosa stiamo parlando. E allora tutti a fare l’abbonamento a Disney Plus, perché – a parte questo di cui vi parleremo – offre titoli di tutto rispetto.
Lo show, circoscritto al genere drammatico, thriller, crime, creato da Jorge Sánchez-Cabezudo e Alberto Sanchez- Cabezudo , catapulta la memoria dello spettatore nell’efferato attacco terroristico del 2004 a Madrid.

CI VEDIAMO IN UN’ALTRA VITA – La trama
La serie è tratta dal libro di Manuel Jabois “Nos vemos en esta vida o en la otra”. Basata sull’intervista rilasciata da Gabriel Montoya Vidal (“Baby”) nel 2014, racconta il suo coinvolgimento nel più grave attacco terroristico jihadista su suolo europeo nel marzo 2004. All’epoca dell’attentato, Baby era un sedicenne che aveva aiutato a trasportare l’esplosivo che sarebbe stato usato a Madrid l’11 marzo 2004. Baby è stata la prima persona a essere condannata per l’attentato. La sua testimonianza è stata fondamentale nel maxiprocesso tenutosi nel 2007.

CI VEDIAMO IN UN’ALTRA VITA – La recensione
La miniserie in sei episodi ha quasi un’impronta documentaristica e si svolge su tre piani temporali: quando Baby era un ragazzino, quando è entrato in carcere e il periodo antecedente al suo arresto. Il montaggio ce la mette tutta per rendere coerente la trama, ma in alcune scene l’effetto confusione è inevitabile: forse limitarsi ai classici tempi presente-passato sarebbe stato meglio.
Questa, comunque, è l’unica pecca che troviamo nello show, decisamente ben confezionato sia a livello recitativo che di scrittura. Il protagonista Gabriel Montoya Vidal, che interpreta Baby da ragazzo, riesce a tenere sulle sue spalle il peso di tutti gli episodi malgrado la giovane età: è perfettamente calato nella parte del ragazzino cresciuto nei quartieri popolari di Madrid, desideroso di riscatto e per questo facilmente influenzabile dalle cattive compagnie e dall’uomo che gli ha rovinato la vita sostituendo la figura paterna. Tralasciando la ricostruzione dell’attentato ai treni di Madrid, la miniserie si concentra su di lui, sulle discutibili amicizie e sul mondo criminale in cui si è addentrato, cercando di spiegare come sia possibile che un poco più che adolescente possa essere stato determinante per la riuscita dell’attacco.

Ne scaturisce un messaggio forte e chiaro: l’inconsapevolezza di giovani dimenticati dalla società, in balia di contesti criminali che li portano a eseguire ordini o accettare certe proposte perché li considerano semplici lavori remunerativi, Senza pensare alle conseguenze. Una miniserie da non perdere.
GIUDIZIO: 4/5
Trovate qui tutte le nostre recensioni
https://www.ilnotiziario.net/wp/serie-tv/
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




