di Stefano Di Maria
L’autunno spy-action di Prime Video inizia con lo spin-off dall’universo di CITADEL, interpretato da Richard Madden e Priyanka Chopra Jonas, titolo uscito nel 2023: sono freschi di rilascio il 10 ottobre i sei episodi di CITADEL DIANA, prodotto da Cattleya e Amazon MGM Studios, con la produzione esecutiva di Agbo dei Fratelli Russo. Protagonista della nuova serie di spionaggio è Matilda De Angelis, affiancata da un cast internazionale, con la regia di Arnaldo Catinari. Lo show è stato sviluppato da Alessandro Fabbri, che ricopre anche il ruolo di head writer e ha scritto la serie con Ilaria Bernardini, Gianluca Bernardini, Laura Colella e Giordana Mari.
Qui sotto il trailer
CITADEL DIANA – La trama
Milano, 2030: otto anni prima l’agenzia indipendente di spionaggio Citadel è stata distrutta da una potente organizzazione rivale, Manticore. Da allora, Diana Cavalieri (Matilda De Angelis), spia di Citadel sotto copertura, è rimasta sola, intrappolata tra le linee nemiche come infiltrata in Manticore.
Quando finalmente le si presenta l’occasione di uscirne e sparire per sempre, l’unico modo per farlo è fidarsi del più inaspettato degli alleati, Edo Zani (Lorenzo Cervasio), l’erede di Manticore Italia e figlio del capo dell’organizzazione, Ettore Zani (Maurizio Lombardi), in lotta per la supremazia contro le altre famiglie europee.
CITADEL DIANA – La recensione
Il forte limite di CITADEL DIANA è che, per lo spettatore medio, non ha una trama che si segue con facilità, tanto più perché complicata da flashback che – spesso alternati al presente – attraverso gli eventi del passato vorrebbero spiegare meglio cosa accade nel 2030: in realtà non fanno che complicare ulteriormente una storia di per sé già complessa. Solo nelle sequenze finali viene spiegato (in modo didascalico ma efficace) ciò che sarebbe stato meglio sapere all’inizio, così da seguire la vicenda senza aggrottare ripetutamente la fronte cercando di raccapezzarsi per avere chiara almeno una visione d’insieme. L’errore macroscopico della scrittura, penalizzata da questa scelta che rischia di allontanare gli spettatori strada facendo, è non avere mostrato dal primo episodio il passato di Diana e, dopo un salto temporale, il presente. Certo lo schema presente- flashback è la regola nella serialità moderna, ma a nostro giudizio qui non funziona.

Il paradosso, tuttavia, è che CITADEL DIANA si fa guardare. E’ affascinante la Milano futuristica rappresentata, col Duomo parzialmente abbattuto da un attentato, le strade sorvegliate da forze dell’ordine ovunque, i grattacieli e i palazzi che contengono uffici e appartamenti avveniristici, dotati delle più sofisticate tecnologie. Proprio la tecnologia è la grande protagonista della miniserie, seppure esagerata all’ennesima potenza, rendendo meno realistica una spy story già di per sé poco credibile. C’è un altro limite: l’intelligibilità di diversi dialoghi, seppure la recitazione sia di ottimo livello (almeno per i comprimari) costringe a inserire i sottotitoli se non si vuole perdere il senso di ciò che accade. Come mai tutto questo sussurrare, difetto che si nota anche in molte altre produzioni italiane?

Degne di nota le interpretazioni del sempre ottimo Filippo Nigro, nonché di Maurizio Lombardi e Lorenzo Cervasio. Dal canto suo, in CITADEL DIANA Matilda De Angelis dimostra per l’ennesima volta la sua bravura nell’adattarsi a qualsiasi ruolo: basti pensare a quanto si è allenata per le scene action nei combattimenti. Una delle sequenze più riuscite, fortemente adrenalinica, è lo scontro a Gibellina, nel cretto realizzato dall’artista Burri, uno scenario spettacolare per rincorrersi a colpi di pistola.
L’impressione è che gli autori e la produzione abbiano voluto imitare le serie americane, dando al progetto quel respiro internazionale che sicuramente varrà a CITADEL DIANA una grande attenzione. Se non altro per la messa in scena e la resa tecnologica: affezionarsi ai personaggi, troppo freddi e algidi, è invece impresa ardua.
GIUDIZIO: 2,5/5
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