di Stefano Di Maria
Avrebbe potuto essere un film DUE TOMBE, nuova miniserie spagnola rilasciata da Netflix: tagliuzzando qua e là, i tre episodi potevano essere confezionati come un lungometraggio anziché scegliere il formato seriale solo per questioni di marketing. Ma tant’è e, al di là di tale dettaglio, vale la pena soffermarsi su questo thriller e family drama che riserva sorprese e si fa guardare, ma ha perso l’occasione di essere qualcosa di più.
DUE TOMBE – La trama
Due anni dopo la scomparsa di Verónica e Marta, due amiche sedicenni, l’indagine viene archiviata per mancanza di prove e di sospetti.
Isabel (Kiti Mánver), nonna di una delle due ragazze, non ha più nulla da perdere e decide di proseguire le ricerche da sola al di fuori della legge. Per Isabel, disposta a tutto pur di scoprire la verità su ciò che è accaduto quella notte, il tentativo di scoprire l’identità del colpevole si trasforma ben presto in vendetta.

DUE TOMBE – La recensione
Prometteva bene, la miniserie Netflix proveniente dalla Spagna, ma ha un potenziale rimasto inespresso: la trama ha una sua originalità ed è senza dubbio appassionante, tuttavia è destinata a deludere chi non si accontenta di personaggi solo accennati, di vicende e situazioni che non vengono scavate con la dovuta attenzione, di argomenti non scandagliati a sufficienza.
E’ un peccato che si sia voluto restare solo in superficie, tanto che un film sarebbe bastato, piuttosto che allungare la storia (non il brodo) per approfondire la psicologia di personaggi ben recitati ma di cui non vengono mostrate le sfaccettature né le motivazioni che muovono le loro azioni.

La presenza di Alvaro Morte (il professore de LA CASA DI CARTA), al pari del formato seriale, è solo un mezzuccio attira streaming: non è protagonista come potrebbe sembrare dalla locandina, bensì un personaggio di contorno. Proprio lui appare come una narcos gelido e vendicativo, ma nulla si sa della sua attività illegale, tanto meno del perché l’abbia intrapresa. Non è approfondita nemmeno la protagonista Isabel, con un passato da hippy e da madre assente (citato solo in qualche dialogo). Restano sulla superficie anche tematiche quali le conseguenze dell’abbandono genitoriale, la malattia, la perdita di valori dei giovani, tutti solo accennati e mai veramente esaminati. Insomma, non basta un’ambientazione nella colorata e luminosa Andalusia, per altro nemmeno così valorizzata, per rendere una serie degna di essere vista. Ci aspettavamo molto di più, ma siamo rimasti delusi.
IL NOSTRO VOTO
2.5/5
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