di Stefano Di Maria
Imperdibile la nuova miniserie brasiliana di Netflix EMERGENZA RADIOATTIVA. Creata da Gustavo Lipsztein e diretta da Fernando Coimbra e Iberê Carvalho, è ispirata a eventi reali: fisici e dottori lottano contro il tempo per contenere un enorme disastro radiologico e salvare migliaia di vite umane.

EMERGENZA RADIOATTIVA – La trama
Siamo nel 1987 a Goiânia, dove nel centro cittadino c’è un vecchio ospedale per radioterapie ormai abbandonato. In quella struttura dimenticata due uomini trovano un macchinario medico dismesso e, convinti di poterne ricavare qualcosa, lo smontano pezzo dopo pezzo. Non sanno che, nel cuore dell’apparecchiatura, è nascosta una sostanza luminosa e affascinante… ma letale. E’ il Cesio-137. Da quel momento, ciò che sembrava un semplice ritrovamento si trasforma in un incubo collettivo. La polvere radioattiva comincia a circolare tra case, negozi, famiglie, passando di mano in mano senza che nessuno ne comprenda la pericolosità. I primi malesseri vengono scambiati per influenze stagionali, mentre in realtà la contaminazione si sta espandendo in modo invisibile e rapido.
Quando le autorità e il personale sanitario capiscono cosa sta accadendo, la città viene travolta da una corsa frenetica per contenere l’emergenza: quartieri isolati, ospedali in allarme, tecnici e scienziati mobilitati per evitare un disastro ancora più grande.

EMERGENZA RADIOATTIVA – La recensione
Per certi versi EMERGENZA RADIOATTIVA è una tragedia della povertà: non sarebbe successo nulla, forse, se non fosse stato per i due ragazzi poveri che avevano rubato il macchinario di piombo da rivendere, inconsapevoli di cosa contenesse. Oppure il disastro sarebbe stato solo rimandato nel tempo per colpa di chi aveva chiuso il centro radioterapico senza preoccuparsi di smaltire le sostanze tossiche, al pari di chi avrebbe dovuto vigilare ma non lo ha fatto. In effetti è stato un concorso di responsabilità, aspetto che la miniserie tende a evidenziare in maniera oggettiva.

Nel complesso la miniserie Netflix è ben confezionata, con un regia che dosa melodramma e scienza in egual misura. L’ottima riuscita si deve sia al comparto tecnico sia al cast, le cui interpretazioni sono credibili e coinvolgenti.
L’empatia coi protagonisti, medici, scienziati e persone contagiate, si crea fin dal primo episodio, quando la paura della popolazione è la stessa di chi osserva lo schermo. Il ritmo non dà tregua grazie a una ricostruzione dei fatti movimentata, mai stagnante, che sconvolge ancora di più perché la vicenda non è nota al di fuori del Brasile, dove quei giorni convulsi di terrore e sofferenza hanno lasciato il segno per generazioni.
La serie, di fatto, mostra come un errore involontario possa trasformarsi in una crisi nazionale. Ma anche come la politica, di fronte a fatti tanto gravi, pensa comunque al danno d’immagine più che alle conseguenze per i cittadini.
IL NOSTRO VOTO
8
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