di Stefano Di Maria
Fresco di rilascio su Netflix, IL MOSTRO sta già facendo parlare molto di sé. Erano alte anche le nostre aspettative su questa miniserie in quattro episodi, firmata da Stefano Sollima (ROMANZO CRIMINALE, GOMORRA) e vogliamo chiarire da subito che sì, a noi è piaciuta. La ricostruzione degli anni in cui è cominciato l’incubo del Mostro di Firenze ci ha convinti e, discostandoci dalle critiche di questi giorni, già non vediamo che arrivi la seconda stagione.
Qui sotto il trailer di Netflix
IL MOSTRO – La storia
Otto duplici omicidi. Diciassette anni di terrore. Sempre la stessa arma, una Beretta calibro 22. Una delle più lunghe e complesse indagini italiane sul primo e più brutale serial killer della storia del Paese: Il Mostro di Firenze.
La serie si basa su fatti realmente accaduti, testimonianze dirette, atti processuali e inchieste giornalistiche.
Tutto terribilmente vero, “perché crediamo che il racconto della verità, e solo quello, sia l’unico modo per rendere giustizia alle vittime – ha spiegato Netflix in occasione del lancio della serie – In una storia dove i mostri possibili, nel corso del tempo e delle indagini, sono stati molti, il nostro racconto esplora proprio loro, i possibili mostri, dal loro punto di vista. Perché il mostro, alla fine, potrebbe essere chiunque”.

IL MOSTRO – La Recensione
Che dietro al progetto ci sia Stefano Sollima si vede nella sua qualità complessiva. C’è molta cura nelle ricostruzioni storiche e nelle ambientazioni. La scrittura è essenziale ed efficace, tessendo una tela che si rivela un puzzle i cui pezzi combaciano episodio dopo episodio. Potevano essere gestiti meglio i piani temporali, che talvolta disorientano la visione, e l’audio non è decisamente il massimo (consigliamo di vederlo sottotitolato), ma nel complesso la miniserie funziona. Anche per il cast, che a parte qualche eccezione è convincente e credibile.

Il lavoro progettato da Sollima & C. spiazza perché non mette al centro Il Mostro rendendolo protagonista assoluto come nelle serie di Ryan Murphy. In realtà gli autori hanno fatto una scelta ben precisa: raccontare i fatti processuali in modo puntiglioso (anche nei dialoghi riportati nelle carte) e approfondire i primi sospettati e le loro vicende personali, entrando a gamba tesa laddove tutto ebbe inizio, come spiega il disclaimer iniziale. In ogni episodio conosciamo la psicologia malata di ciascuno di loro, giungendo alla conclusione che ognuno avrebbe potuto essere il mostro.

Fra terribili omicidi di ragazzi che si appartano sulle colline toscane, indagini serrate, depistaggi e arresti sbagliati, la serie fila via liscia, senza mai annoiare, anzi invogliando nella visione grazie a un ritmo serrato e avvolto nel mistero. Non resta che attendere la seconda stagione, quando dovrebbe entrare in scena Pacciani.
IL NOSTRO VOTO
3,5/5
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