di Stefano Di Maria
IL PROBLEMA DEI TRE CORPI è la serie del momento: fin dalla sua uscita, è ben piazzata al primo posto nella top ten di Netflix. Tanto più che a firmare l’adattamento dei libri di Liu Cixin sono niente meno che David Benioff e D.B. Weiss, gli stessi de IL TRONO DI SPADE, coideatori, produttori esecutivi e sceneggiatori con Alexander Woo (THE TERROR).
Lo diciamo subito: siamo rimasti delusi e convinti che la prima posizione sia dettata più dalla curiosità del battage pubblicitario che dalla serie in sé: non ci stupiremmo se in tanti abbandonassero la visione dopo i primi episodi. Ma di cosa parla questo ambizioso show? Qui sotto il trailer:
IL PROBLEMA DEI TRE CORPI – La trama
La fatidica decisione di una donna nella Cina degli anni ’60 riecheggia attraverso lo spazio e il tempo fino a raggiungere il presente. Quando le leggi della natura si sgretolano inspiegabilmente davanti ai loro occhi, alcuni brillanti e affiatati scienziati uniscono le forze con un detective anticonformista per affrontare la più grande minaccia nella storia dell’umanità: l’arrivo di una civiltà aliena.

IL PROBLEMA DEI TRE CORPI – La recensione
Ci siamo approcciati alla serie IL PROBLEMA DEI TRE CORPI, premendo play su Netflix con tante aspettative. In realtà non ci ha convinto fin dal primo episodio: troppi personaggi, coi quali c’è decisamente scarsa empatia, piani temporali che rischiano di confondere, realtà virtuale che sarà apprezzata solo da chi ama il genere. L’impressione è che gli autori avessero troppo da gestire e che, per quanto abbiano fatto i salti mortali per rendere appetibile lo show, sia loro sfuggito di mano.

Perché bisogna avere il coraggio di dirlo: a dispetto dello sforzo produttivo, IL PROBLEMA DEI TRE CORPI non è una serie di facile fruizione se non si è abituati a certi prodotti sci-fi. Tanto più richiede non poca preparazione in filosofia, biologia, chimica e chi più ne ha più ne metta. Il rischio di non capire, di confondersi, di perdersi nelle varie storyline è sempre dietro l’angolo.

Lo show ha dunque fallito l’obiettivo di trasporre in chiave televisiva i libri di Liu Cixin? L’impegno e la cura messi in campo, a nostro giudizio, non valgono il risultato finale. Le migliori intenzioni del mondo non centrano il bersaglio se non si crea un legame con lo spettatore, che ha bisogno di amare i personaggi, magari di identificarsi, di appassionarsi alle loro storie e di comprendere quel che succede pur in presenza di misteri funzionali alla trama. Tutto ciò qui non avviene, anche perché servirebbero più lauree per comprendere di cosa parlano gli scienziati. Così la visione degli otto episodi di circa un’ora arranca, finché arriva il tanto atteso climax tensivo… No, per quanto ben confezionata, quest’opera non è degna de IL TRONO DI SPADE.
GIUDIZIO: 3 su 5
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