di Stefano Di Maria
Come mai la serie black comedy INSPIRA, ESPIRA, UCCIDI, al di là dei suoi indiscutibili pregi, è finita fin dalla sua uscita ai primi posti della top ten di Netflix? La risposta è semplice: la surreale vicenda prende il via dal disagio esistenziale che nell’era moderna viviamo tutti, quando ne abbiamo le tasche piene del lavoro, della famiglia, magari – per un motivo o per l’altro – anche degli amici. Il protagonista, un avvocato di Berlino che difende i mafiosi, decide di farla finita con quella vita sempre di corsa e vuota e, da un giorno all’altro, sceglie di mettere sé e sua figlia al primo posto: nessuno può più dirgli cosa può o non può fare perché vuole riappropriarsi di quelle che chiama le sue “isole del tempo”.
Qui sotto il trailer del canale YouTube Trailer in Italiano
INSPIRA, ESPIRA, UCCIDI – La trama
Contro ogni aspettativa, l’affermato avvocato Björn Diemel (Tom Schilling) diventa un assassino. Nel tentativo di trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata, trascorrere più tempo con sua figlia e dare una speranza al suo matrimonio, decide di partecipare a un seminario sulla mindfulness.
I risultati ottenuti hanno però un risvolto inaspettato: quando decide di usare con il suo cliente, il boss mafioso Dragan Sergowicz, le tecniche di respirazione e autocontrollo apprese, finisce per ritrovarsi con la polizia e un’intera banda criminale alle calcagna. Nonostante la situazione difficile, Björn riesce a mantenere il sangue freddo e a trasformare completamente la sua vita. E se ora deve togliere di mezzo alcune persone per risolvere i suoi problemi, sa che questa è la conseguenza naturale della sua nuova vita più consapevole.

INSPIRA, ESPIRA, UCCIDI – La recensione
La consapevolezza raggiunta dal protagonista attraverso la mindfulness è estremizzata al punto da giustificare l’omicidio, ma è comunque simbolica: spesso è meglio fermarsi, prendersi del tempo per rigenerarsi e riflettere prima di agire. Potrebbe essere retorico ma la realtà è che lo facciamo raramente e l’avvocato Björn Diemel, con le sue disavventure, è lì a ricordarcelo quando abbatte la quarta parete, parlando direttamente con lo spettatore: quasi volesse istruirlo a sua volta verso la consapevolezza, come ha fatto lui seguendo quel corso che – consigliato dalla moglie – gli ha cambiato la vita.

Tom Schilling tiene sulle sue spalle l’intero svolgersi dello show, raccontato in otto episodi da mezzora, dimostrandosi un ottimo interprete, capace di esprimere il cambiamento psicologico seguito alle tecniche mentali applicate alla sua bizzarra quanto tragica quotidianità: passa dallo sconforto e dalla disperazione al genio che lo tira fuori dai guai, suscitando tensione, ilarità e, fra il comico e il surreale, riflessioni sul vero senso della vita. La scrittura della serie, tratta dal libro di successo di Karsten Dussen, è a tratti ingenua: gli uomini della mala sono imperdonabili cliché e più di una situazione è abbastanza prevedibile.

Ciò nonostante, complice una regia che ce la mette tutta per rendere appetibile l’evoluzione della storia malgrado sia stato allungato il brodo, INSPIRA, ESPIRA, UCCIDI è una serie ben confezionata, che nel suo piccolo ha buone potenzialità per non finire nel dimenticatoio dello sconfinato catalogo di Netflix. Di certo, se e quando uscirà la seconda stagione (com’è probabile dell’epilogo aperto), non ci chiederemo se abbiamo già visto la prima.
GIUDIZIO: 3/5
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