di Stefano Di Maria
Si è concluso su Netflix il drama L’ISOLA E IL MAESTRO, di cui è stata rilasciata a sorpresa la terza stagione a fine dicembre. Una storia familiare venata di thriller, che con gli ultimi sei episodi chiude il cerchio di una vicenda che in questi due anni ha appassionato in modo trasversale vecchie e nuove generazioni di abbonati alla piattaforma.
Appena pubblicato, lo show si è subito meritato il suo ingresso nella top ten, per poi venire scalzato da altri titoli più di richiamo ma non per questo migliori per qualità o temi trattati.

L’ISOLA E IL MAESTRO 3 – La trama
Dopo un intermezzo ad Atene, dov’era ambientata gran parte della seconda stagione, la serie greca torna a svolgersi sullo sfondo dell’isola di Passo, dove prosegue la storia d’amore fra il direttore d’orchestra Orestis e Clelia, molto più giovane di lui, figlia di Fanis, il sindaco faccendiere dell’isola, abbandonato dalla moglie e odiato dai figli perché arrivista e legato solo ai suoi loschi traffici. Clelia, stavolta, dovrà vedersela con la presenza ingombrante della moglie da cui Orestis ha divorziato, la quale gli ha dato una figlia.
A dominare l’intero arco dei sei episodi sono le indagini dell’ispettore di polizia determinato a scalfire la rete di protezione attorno ad Antonis, fratello di Clelia, che ha ucciso il padre del suo ragazzo Spyros.
Sullo sfondo, l’organizzazione del terzo festival dell’isola.
L’ISOLA E IL MAESTRO 3 – La recensione
Complici le colonne sonore di musica classica e i paesaggi da sogno di Passo, col suo mare cristallino e la sua natura incontaminata, è facile immergersi ancora nei luoghi, nelle atmosfere e nelle vicende degli abitanti dell’isola. Qui la felicità dovrebbe essere a portata di mano, invece il rancore, i timori e la tristezza impregnano l’animo dei protagonisti: quasi tutti vorrebbero essere ciò che non sono, vivendo vite che non riconoscono come proprie, conseguenze di scelte sbagliate o scarso coraggio. Tutti i personaggi, il cui approfondimento psicologico è ben tratteggiato da una scrittura minuziosa, superficiale solo col mafioso italiano ridotto a un cliché, sono alla ricerca di libertà: quella libertà che loro stessi si negano perché vivono negli ingranaggi degli schemi, delle regole, del “perché così dev’essere”. Fino alle estreme conseguenze, che costringeranno tutti a venire a patti con la realtà. Affrontando temi quali l’omosessualità, le violenze domestiche e gli amori al capolinea, il messaggio che vuol trasmettere lo show è proprio questo: quanto il giudizio degli altri possa condizionarci a lungo termine, lasciandoci in un limbo di rimpianti.

Anche stavolta la scelta degli autori e registica è stata quella di seminare ogni episodio di flashforward, con tagli di montaggio forse troppo bruschi quando si ritorna al presente. Il ritmo non viene mai meno, a prescindere dalla vena thriller qui poco marcata rispetto alle precedenti due stagioni, dando degna chiusura a ogni singola storia nell’ultimo episodio. Convincente la regia di Christoforos Papakaliatis, che interpreta il protagonista Orestis, così come le performance del cast, di buon livello malgrado qualche scivolata nella soap.
State alla larga da L’ISOLA E IL MAESTRO se non amate i drammi familiari e le storie d’amore. Al contrario, alla fine della terza stagione vi sentirete orfani.
VOTO: 3,5/5
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