di Stefano Di Maria
Può un legame familiare essere considerato una maledizione? Ci mette di fronte a questo interrogativo LE MALEDIZIONI, l’ultima serie targata Netflix che avrebbe potuto benissimo essere un film: divisa in tre parti di circa 40 minuti, questa produzione argentina è un family drama misto a un thriller politico come non se ne vedevano da tempo, che dimostra quanto il Sud America stia tracciando una sua strada nelle produzioni di qualità.

LE MALEDIZIONI – La trama
Nell’Argentina settentrionale, la figlia del governatore è rapita dal suo fidato collaboratore mentre si sta per votare su una legge cruciale sullo sfruttamento del litio.
Quando le motivazioni dei rapitori vengono a galla, emerge un complotto segreto iniziato tredici anni prima, che mette in dubbio l’identità della ragazzina. Le negoziazioni avviano una corsa contro il tempo che fa emergere la vera natura del potere, i limiti dell’amore e le maledizioni dei legami familiari.
LE MALEDIZIONI – La recensione
La miniserie Netflix, tratta da un romanzo di Claudia Pineiro, non è adatta a chi ama il ritmo e l’azione. I tre episodi hanno un andamento lento e riflessivo, che immerge totalmente nelle dinamiche familiari e del potere politico. La scrittura e la messa in scena sono corroborate dalla rappresentazione di una natura bella quanto contaminata dal malaffare della cattiva politica e dei legami di sangue: quei legami che, proprio come suggerisce il titolo, talvolta sono una maledizione per chi come il protagonista Fernando Rovira (interpretato da un eccellente Leonardo Sbaraglia) fa arricchire la famiglia come deciso dalla madre.
Il prezzo di sganciarsi dai legami familiari tossici
Ma si può spezzare le catena restituendo alla politica quell’umanità e quel senso del dovere di cui spesso si dimentica? Forse sì ma a quale prezzo se i legami familiari si sono sempre retti sul potere? E’ così che la miniserie Netflix si trasforma in un j’accuse e in un racconto riflessivo, che ci interroga anche sui temi etici: va consentito lo sfruttamento delle risorse naturali in nome del progresso? Al centro della storia, infatti, ci sono le autorizzazioni governative per l’estrazione del litio, materia prima essenziale per le nuove tecnologie: una ferita non solo per il territorio ma anche per la popolazione che rischia di rimanere senz’acqua.

Il cast è perfettamente assemblato nella messa in scena di queste dinamiche: accanto a Rovira, c’è una splendida Alejandra Flechner nel ruolo della madre Irene, malata eppure glaciale nel difendere gli interessi di famiglia; Gustavo Bassani è a suo agio nei panni di Román Sabaté, disposto a perdere ogni privilegio per il bene della gente del posto; sorprendente la piccola Francesca Varela nei panni di Zoe Rovira, una bambina matura e determinata.
LE MALEDIZIONI è una serie che concentra tutto in tre episodi densi di eventi e, a tratti, ricorda i western sia per l’ambientazione sia per i silenzi carichi di significato. Un titolo da non perdere, perché spunto di riflessioni di grande attualità.
IL NOSTRO VOTO
3.5/5
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