di Stefano Di Maria
Dopo tanta attesa, ecco tornato MARE FUORI, la serie young-adult che grazie alla distribuzione di Netflix – passata in sordina su Raidue – è divenuta in poco tempo il fenomeno seriale italiano degli ultimi anni. Le vicende dei detenuti del carcere minorile di Napoli, cui fa da sfondo quel “mare fuori” che si vede da dietro le sbarre, hanno appassionato in modo trasversale adolescenti e adulti. Decretando un meritato successo che ha già portato alla stesura delle prossime stagioni.
Abbiamo visto i primi tre nuovi episodi dei sei rilasciati l’1 febbraio sulla piattaforma Raiplay (dal 15 febbraio saranno trasmessi in prima serata su Raidue con cadenza settimanale) e quella che segue è la nostra recensione.

MARE FUORI 3, LA RECENSIONE – Un mondo giovanile in continua evoluzione
Dopo un inizio incerto, in cui non si capisce bene quale direzione vogliano prendere le vicende interrotte nella seconda stagione, il ritmo torna serrato: fra alleanze, tradimenti, vendette, grandi amicizie e nuovi amori, i ragazzi dell’Istituto di pena minorile di Napoli sono protagonisti assoluti di un mondo giovanile in continua evoluzione. Ciascuno di loro, anche grazie alla scelta di continuare a raccontarne il passato tramite i flashback, viene presentato sotto ogni sfaccettatura, mettendone in luce più le diversità che i punti in comune. Ne esce così un ritratto corale ma stratificato, peculiarità di una serie il cui punto di forza sono proprio i suoi personaggi e le loro storie, che hanno fatto crescere una fan base social che è stata un’altra delle tante ragioni del successo (seppur tardivo) di MARE FUORI.

Come si nota dai primi episodi, nella terza stagione l’analisi psicologica dei personaggi, vecchi e nuovi entrati nel cast, si fa ancora più certosina: Carmine (il sempre ottimo Massimiliano Caiazzo) è ormai disincantato rispetto al mondo che lo circonda e gli interessa solo il suo ruolo di padre; Rosa (Maria Esposito è davvero una scoperta) è mosso in ogni sua azione dal desiderio di vendetta e dal senso di appartenenza al clan; Gaetano (Niccolò Galasso) vuole redimersi tornando in famiglia, ma rimane incastrato nel mondo da cui proviene; Edoardo (sempre più bravo Matteo Paolillo, che ha anche scritto e cantato la canzone della sigla), finalmente più maturo e consapevole delle proprie fragilità. E se c’è chi il mare lo vede dalle sbarre, altri lo vivono invece da vicino: sono Filippo e Naditza (interpretati da Nicholas Maupas e Valentina Romani), protagonisti di una fuga-evasione d’amore che rappresenta la parte più romantica della serie, i cui risvolti non possono che essere imprevedibili.
Parallelamente proseguono le story-telling degli adulti che lavorano all’IPM: tutti loro (dalla direttrice Paola, interpretata dalla splendida Carolina Crescentini, a Massimo, un magnifico Carmine Recano) sembrano vivere il lavoro come fosse una missione: rimettere questi ragazzi perduti sulla retta via. Ed è per questo che, come s’intuisce già dai primi episodi, li attenderanno grosse delusioni.

MARE FUORI 3, LA RECENSIONE – Amore, amicizia e voglia di riscatto
MARE FUORI indaga l’adolescenza come nessun altro prodotto televisivo ha fatto, mostrandoci le paure, le fragilità e l’umanità che si nasconde dietro alla rabbia di ragazzi cresciuti troppo in fretta. Il risultato è un racconto che emoziona e commuove grazie a un cast di attori davvero bravi, seppure molti di essi abbiano poca esperienza nella recitazione, guidati dalla regia di Ivan Silvestrini.

Lo show, grazie all’ottima scrittura degli ideatori Cristiana Farina e Maurizio Careddu, e con le potenti musiche di Stefano Lentini, è il ritratto di una generazione perduta, segnata dal contesto culturale in cui è cresciuta o dalle sfortunate esperienze che hanno condizionato per sempre le sue vite.
In questa terza stagione sembra dominare la voglia di riscatto, di redenzione: lo show, infatti, non punta a giustificare questi giovani, piuttosto a significare che, grazie all’amore e all’amicizia, è possibile uscire da quel baratro nel quale si è sprofondati talvolta per casualità talvolta per scelta.
VOTO: 3 su 5
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