di Stefano Di Maria
L’inizio del nuovo anno di Netflix è stato segnato dall’ennesimo thriller del prolifico scrittore Harlan Coben, che ha firmato col colosso americano un accordo per la trasposizione seriale dei suoi romanzi best seller in tutto il mondo. Stiamo parlando di MISSING YOU, che non porta nulla di nuovo né innovativo alle produzioni passate di Coben, anzi abbassa l’asticella.
Qui sotto il trailer dal sito Trailer in Italiano
Ritrova su un’app di incontri il fidanzato scomparso. MISSING YOU – La trama
Undici anni fa il suo fidanzato Josh, nonché amore della sua vita, è scomparso e da allora la detective Kat Donovan non ha più avuto sue notizie. Ora, scorrendo i profili su un’app di incontri, vede improvvisamente il suo volto e il suo mondo è nuovamente sconvolto. La ricomparsa di Josh costringerà Kat a reimmergersi nel mistero che circonda l’omicidio di suo padre e a scoprire segreti a lungo sepolti del suo passato.
Una trama improbabile con un buon ritmo. MISSING YOU – La recensione
Un fatto è certo: MISSING YOU è la serie perfetta per chi cerca intrattenimento, passando tranquillamente sopra vicende e coincidenze improbabili, senza preoccuparsi di dover sospendere continuamente l’incredulità. Intendiamoci, i cinque episodi volano via, hanno un buon ritmo e continui colpi di scena, raggiungendo l’apice del climax soprattutto nella sequenza finale ambientata nella fattoria. Ma finisce tutto qui: è una trama fine a se stessa, che si può godere sul momento per poi finire nel dimenticatoio.
Era già successo con la trasposizione di altri titoli di Harlan Coben, dando l’impressione che Netflix pretenda più un suo marchio di fabbrica – puro intrattenimento, appunto – più che qualità. Ne fanno le spese anche gli attori, Rosalind Eleazar e Richard Armitage, costretti a interpretare personaggi senza spessore né credibilità. Le rivelazioni di cui è punteggiata la miniserie sono tante e di tale portata che è assurdo che per 11 anni la protagonista Kat non abbia mai sospettato nulla, che per tanto tempo amici e colleghi l’abbiano tenuta all’oscuro dei segreti della sua famiglia e poi, di punto in bianco, tutti a vuotare il sacco. Kat, per altro, sembra un’ingenua, una detective che più che indagare non fa che scontrarsi con verità nascoste.

Altro problema di MISSING YOU sono le sottotrame, che servono solo a complicare ulteriormente la storia e non portano nulla all’economia generale della vicenda. Situazioni e personaggi che magari hanno senso nella prolissità di un romanzo, ma non in una serie di cinque episodi che dovrebbe essere incentrata sul solo mistero iniziale. Ne risente (ma è soltanto un eufemismo) l’approfondimento psicologico dei personaggi: fa eccezione la protagonista, dipinta come una donna forte e volitiva ma in contraddizione con l’inconsapevolezza di tutto ciò che le persone a lei più vicine le hanno tenuto nascosto per tanto tempo. Le spiegazioni, quasi didascaliche, dell’episodio conclusivo, tentano di mettere una pezza su tutto, ma con tanta carne al fuoco era scontato che qualche tessera del puzzle restasse fuori.
VOTO: 2,5/5
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