
di Stefano Di Maria
Questo weekend rispolveriamo SAFE, una miniserie finita nel dimenticatoio, sepolta nell’immenso catalogo di Netflix con scarse probabilità di essere scoperta da chi si è abbonato di recente alla piattaforma streaming. Perché recuperarla? Senza dubbio per il protagonista Michael C. Hall, l’indimenticabile Dexter: il giustiziere di Miami che per punire gli assassini soddisfaceva il suo “oscuro passeggero” (tornato su Sky Atlantic in questi giorni, a distanza di 10 anni dall’ultima stagione).
SAFE è la storia di Tom Delaney, un medico che indaga, parallelamente alla polizia, sulla scomparsa della figlia: scopre così i segreti della piccola comunità dove vive, dove nessuno è ciò che sembra. Di episodio in episodio vengono alla luce gli scheletri nell’armadio degli abitanti, fino a scoprire l’improbabile assassino.

La trama è avvincente, le sorprese e i colpi di scena non mancano, con ingredienti che variano dal thriller al drama familiare al mistery. La scrittura fa bene il suo lavoro, anche se la trama non è delle più originali, ma qualche sbavatura c’è: com’è possibile che durante una festa con duecento ragazzi in una villa venga commesso un omicidio in piscina e nessuno si accorga di niente? Il protagonista Tom e il suo collega di ospedale, fra l’altro, sembrano più detective (tanto da far meglio della polizia) piuttosto che chirurghi. La credibilità, insomma, è un po’ al limite. Nel complesso è una serie godibile, che chiude il cerchio con un’unica stagione.
Lo show, con un cast di buon livello, è l’ennesima prova della bravura di Michael C. Hall, che tuttavia, dopo anni in cui lo abbiamo visto nei panni di Dexter (prima ancora in quelli di Dave in SIX FEET UNDER), non riesce a scrollarsi di dosso quel ruolo. E’ un po’ la maledizione di tanti attori che per anni hanno interpretato sempre lo stesso personaggio.
SAFE ha inaugurato la collaborazione dello scrittore inglese di thriller Harlan Coben col colosso Netflix, che ha prodotto altre avvincenti serie tratte dai suoi bestseller.
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