di Stefano Di Maria
Su Netflix finalmente un’altra serie italiana che si fa apprezzare per recitazione, approfondimento psicologico e trama di grande attualità. Stiamo parlando di SARA, LA DONNA NELL’OMBRA, tratta dalla saga letteraria di Maurizio De Giovanni e composta da sei episodi. Un crime ambientato a Napoli, che convince sebbene abbia qualche affinità con le fiction della tv generalista.
Qui sotto il trailer ufficiale di Netflix
SARA, LA DONNA NELL’OMBRA – La trama
Per far luce sulla prematura morte di suo figlio, Sara, ex agente dei servizi segreti interni, stanca e ritirata in una prigione di solitudine, torna a chiedere un favore all’amica e collega di un tempo, Teresa. Ma si sa, niente è per niente. E in un attimo si ritrova invischiata nella sua vecchia vita. Che lo voglia o no, è ancora la migliore: la “donna invisibile” la chiamavano e la sua dote non ha mai smesso di essere richiesta.
Così, mentre scopre la vita del figlio, di cui ignorava quasi tutto, Sara sprofonda in un’indagine che la riporta davanti a tanti fantasmi del passato. Tenere insieme le due cose è molto difficile e sicuramente molto pericoloso. Paradossalmente, però, è così che la donna invisibile torna a vivere e a far quello che meglio sa fare. Giustizia.

SARA, LA DONNA NELL’OMBRA – La recensione
La miniserie Netflix è un cocktail di giallo, spy story, thriller e family drama che ha subito conquistato gli abbonati della piattaforma – malgrado l’assenza di un battage pubblicitario anche minimo – perché un prodotto convincente e ben confezionato.
Come dicevamo all’inizio, ha affinità con le fiction delle tv generaliste, ma non lo vediamo un demerito se riesce a distinguersi per i suoi indubbi lati positivi. A cominciare dalle interpretazioni di un cast stellare, diretto egregiamente da Carmine Elia, che ha firmato il primo MARE FUORI e da qui ha voluto esportare parte del cast in SARA, LA DONNA NELL’OMBRA. In primis Carmine Recano, che tuttavia non si capisce perché sia sempre uguale nei flashback, seppure siano passati tanti anni. A vestire i panni di Sara, la protagonista dei libri di Maurizio De Giovanni, è Teresa Saponangelo (David di Donatello per “E’ stata la mano di Dio” di Sorrentino), che riesce perfettamente a immedesimarsi nell’ex agente dei servizi segreti resa speciale sul lavoro da una dote non comune: leggere il labiale anche a distanza. Una donna che spesso comunica più coi suoi silenzi che con le parole, divorata dal senso di colpa per avere abbandonato il figlio piccolo, algida e determinata sul lavoro quanto capace di tenerezza anche con un solo sguardo e di ironia con l’agente Pardo (irresistibile Flavio Furnu). Il suo contraltare è una Claudia Gerini altrettanto magnifica, perfettamente nel ruolo dell’ex collega dei Servizi pronta a mettersi contro il sistema pur di scoprire la verità su una morte che l’ha devastata. Fra le due attrici c’è chimica, nei loro continui battibecchi e nei dialoghi da cui traspare la loro grande amicizia.

SARA, LA DONNA NELL’OMBRA – Lo sfruttamento politico della paura degli immigrati
SARA, LA DONNA NELL’OMBRA affronta un tema importante e di stretta attualità, lo sfruttamento politico della paura degli immigrati, scandagliandolo attraverso una trama che potrebbe benissimo essere superata dalla nostra realtà. Gli episodi si divorano grazie a un ritmo incalzante e a personaggi convincenti, ma i difetti sono una trama complessa (compensano comunque alcune sequenze didascaliche) e l’uso del dialetto napoletano, che apporta realismo ma rischia di rendere incomprensibili diversi passaggi: il nostro consiglio è di inserire i sottotitoli. In definitiva, la prova di Netflix e Palomar è superata. Non resta che attendere la seconda stagione.
IL NOSTRO VOTO:
3,5/5
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