
di Stefano Di Maria
Una serie esplosiva, sopra le righe, surreale e spesso volgare. E’ SKY ROJO, uscita dalla vulcanica mente di Alex Pina, l’autore de LA CASA DE PAPEL e del meno fortunato (ma a nostro giudizio bellissimo) WHITE LINES. La seconda stagione, pubblicata lo scorso mese da Netflix, si è rivelata all’altezza della prima. Anche quest’altro capitolo si presenta a tratti splatter, alla “Pulp Fiction”, obbligando lo spettatore alla sospensione dell’incredulità, ma che importa se il fine è intrattenere? Un lavoro che Alex Pina svolge al meglio, meritandosi una promozione quasi scontata anche stavolta.

Al centro della vicenda ci sono tre prostitute di un bordello di Tenerife, Coral, Wendy e Gina, in fuga dal capo Romeo. Il loro viaggio in macchina, costellato da pericolose avventure, ricorda quello della pellicola “Thelma e Luoise”: ma qui le donne in cerca di riscatto non scappano dalla polizia (del tutto inesistente), bensì dagli scagnozzi di Romeo, i fratelli Moisés e Christian, perennemente sulle loro tracce. Fra morti veri o presunti, sparatorie, feriti e pericoli di ogni genere (non poteva mancare il veterinario che cura un ferito), le tre amiche e ormai ex “colleghe” si ritroveranno a vivere la libertà tanto a lungo sognata. Il tutto contrapponendo il maschilismo di chi tratta le donne semplicemente come merce di scambio, da usare e su cui lucrare, e tre eroine che sono stanche di questa vita e disposte a tutto per un’esistenza normale. Se prima il loro intento era fuggire, ora è la vendetta.
SKY ROYO 2, che prende il nome dal divano rosso dove sedevano le prostitute e i clienti del bordello di lusso al centro della vicenda, mantiene le stesse caratteristiche della prima parte: stesso ritmo incalzante, stessa fotografia dai colori accesi, sangue che scorre a fiumi, violenza, volgarità (spesso gratuite) e alcune scene così melense che ricordano le telenovele degli anni Ottanta. Ha voluto osare, Alex Pina, e il risultato è uno show che appassiona e si vede tutto d’un fiato, grazie ai cliffhanger (ma non solo) disseminati qua e là. Peccato per l’assenza dei flashback sul passato delle protagoniste: a differenza della prima parte, qui mancano del tutto, perdendo l’occasione di farcele conoscere meglio, di farci capire come sia possibile che siano arrivate a fare quella vita. Le attrici sono tutte a loro agio nei rispettivi ruoli, anche se non può che spiccare Veronica Sànchez, già apprezzata in IL MOLO ROSSO. Da citare, nel cast, anche Miguel Angel Silvestre, che ricordiamo nel bellissimo SENSE8 e in NARCOS.
Non resta che attendere una terza stagione, sperando che non abbassi l’asticella.
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