
di Stefano Di Maria
A poco tempo di distanza dalla serie THE LEADER, una guerra fra gang girata in tempo reale nella banlieue francese, è stata pubblicata su Netflix SNABBA CASH. Si tratta di una sorta di GOMORRA in terra svedese, fra le band delle periferie di Stoccolma. Una realtà di cui si parla poco ma radicata e difficile da estirpare quanto la camorra a Napoli.
La miniserie si ispira alla trilogia di romanzi thriller di Jens Jacob Lapidus, dal primo dei quali è stato tratto il film diretto da Daniel Espinosa “Easy Money”, con due sequel. Lo show di Netflix, comunque, non ha molto a che spartire con l’adattamento cinematografico se non la vicenda di fondo: il legame fra la criminalità organizzata e le start-up che fanno milioni di euro con le nuove tecnologie. Mentre nel libro il protagonista era un uomo, qui è Leya, una madre single linabese, che lavora in un ristorante come cameriera ma vuole fare strada negli ambienti delle start-up cercando finanziatori per la sua azienda. Quando ne troverà uno, cominciando a far soldi e cambiando casa, la sua vita precipiterà in un inferno: faticando a scrollarsi di dosso il mondo criminale da cui proviene, si ritroverà a subire e fare scelte che metteranno in pericolo tutto ciò che ha conquistato.
Tra sparatorie adrenaliniche (una in particolare tiene incollati allo schermo come solo la GOMORRA italiana sapeva fare), faide spietate e amori segreti che mettono a rischio la vita, SNABBA CASH solleva il velo sulle bande criminali di immigrati che dettano legge nelle periferie di Stoccolma riuscendo a sfuggire alle maglie della giustizia. Il binge watching è garantito, grazie ai sei episodi di mezz’ora circa e alle ottime interpretazioni: a spiccare sono Evin Ahmad nel ruolo di Leya, Alexander Abdallah (Salim) e Dada Fungula Bozela (Ravi), credibili, mai forzati, perfettamente calati nella parte.
Del centro della capitale svedese si vede poco: le scene sono girate soprattutto nei quartieri poveri e nei grattacieli dove ci sono le aziende che contano. Come a sigillare quel connubio fra i due mondi, lanciando un messaggio chiaro al termine della visione: quanto sia sottile il confine tra imprenditoria “ufficiale” e criminalità, che possono essere crudeli, impietosi e feroci allo stesso modo.
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