di Stefano Di Maria
Con la seconda parte dell’ultima stagione di THE CROWN si chiude un gioiello seriale. Caratterizzato da un respiro cinematografico, lo show targato Netflix è probabilmente la migliore produzione della piattaforma di streaming, che in sei anni ci ha portato dentro le segrete stanze della Corona. Certo immaginando molto, ma anche ricostruendo fedelmente eventi e periodici storici che hanno segnato profondamente l’Inghilterra e il mondo intero. Non possiamo quindi che scrivere questa recensione finale con un velo di malinconia, consapevoli che da oggi non vivremo più quell’attesa che ci separava da una nuova stagione, con la curiosità di testare se il creatore Peter Morgan si sarebbe superato.
THE CROWN – STAGIONE FINALE PARTE 2 – La trama
Ancora alle prese con la morte di sua madre, il principe William torna all’Eton College e vede l’aumento dell’attenzione da parte delle giovani fan toccate dalla sua situazione. La lotta per riadattarsi porta a tensioni con la sua famiglia, che cerca di aiutare un altro giovane erede a trovare la sua strada nel sistema monarchico e nel mondo. La sua perseveranza viene messa alla prova quando sviluppa una cotta per una delle studentesse più desiderate del campus: una ragazza di nome Kate Middleton.
La principessa Margaret viene colpita da un ictus ed è improvvisamente costretta a rivalutare il suo stile di vita. Con la scomparsa della sorella e della madre, il suo Giubileo d’oro e l’approvazione del matrimonio tra il principe Carlo e Camilla, la Regina inizia a pensare al suo regno e, in definitiva, alla sua eredità. Avvicinandosi al suo nono decennio, è costretta a scavare in profondità e a esaminare davvero cosa è meglio per il futuro della monarchia.

THE CROWN – STAGIONE FINALE PARTE 2 – La recensione
Il congedo di THE CROWN, fedele al titolo della serie, non poteva che essere affidato alla Regina Elisabetta II, messa in disparte da quando è entrata in scena Diana. In questa seconda parte di stagione Imelda Staunton ha avuto tutto lo spazio che meritavano il personaggio e la sua interpretazione, dimostrando un grande talento nell’immedesimarsi con la protagonista della serie. Negli ultimi episodi riesce a trasmettere perfettamente le emozioni, le paure e i rimpianti della regina, che per ricoprire il suo ruolo non ha dato libero sfogo ai suoi desideri, alla donna che sarebbe stata in altre circostanze, ma anche ai dubbi sul dimettersi che l’attanagliano quando si trovò di fronte al plastico di quello che sarebbe stato il suo funerale.

Emozionante l’episodio 5, nel quale è protagonista William: l’attore Ed McVey riesce a reggere l’intero episodio sulle sue spalle, entrando in piena sintonia col personaggio, lacerato dalla mancanza della madre, dalla rabbia per l’abbandono e la ricerca del colpevole nel padre. Commovente la scena del nonno Filippo che, come a voler riscattare il suo rapporto poco empatico con Carlo, gli suggerisce di chiarirsi con lui e di guardarsi dentro, perché forse è più arrabbiato con sua madre che col padre. Un ottimo lavoro di scrittura, non c’è che dire, ma pura fantasia. Nessuno sa davvero che cosa si siano detti padre e figlio e quale ruolo abbia avuto il nonno nella realtà. Così come, del resto, in tutte le conversazioni private mostrate nell’arco di queste sei stagioni.

Ci è piaciuta molto anche l’interpretazione di Margaret: Lesley Manville impersona alla perfezione il suo declino, parallelamente al suo attaccamento alla vita e alla fedeltà alla sorella (malgrado non le avesse mai perdonato di non averle permesso di sposare l’uomo che amava, perché divorziato). Mentre la sua salute continua a peggiorare, si ritrova a scivolare indietro nei ricordi, alla serata segreta con sua sorella durante la più grande festa della storia: la Giornata della Vittoria in Europa nel 1945. I ricordi di quella serata e gli insegnamenti della sorella maggiore la consolano durante i suoi ultimi giorni. Dopo avere perso anche lei, Elisabetta inizia a pensare al suo regno e, in definitiva, all’eredità che lascerà: avvicinandosi al suo nono decennio, è costretta a scavare in profondità e a esaminare davvero cosa sia meglio per il futuro della monarchia.
Dominic West, pur non assomigliando affatto a Carlo, ce l’ha messa tutta per interpretarlo al meglio: diviso fra l’amore per Camilla e quello per sua madre, riuscirà a ottenere la sua approvazione al matrimonio.

In questa seconda parte non aleggia solo il fantasma di Diana, ma anche quelli delle regine che furono: così vediamo accanto a Imelda Staunton i camei di Olivia Colman e Claire Foy, che l’80enne Elisabetta rivede accanto a sé ripensando alla sua vita spesa per la Corona. Il congedo perfetto per uno show che, per la qualità produttiva e recitazione, entra di diritto nell’olimpo della serialità contemporanea. Non per niente, da quando è arrivata su Netflix nel 2016, THE CROWN ha vinto e ricevuto nomination per numerosi premi, fra cui 15 nomination ai Bafta, 10 ai Golden Globe (di cui 4 vittorie), 69 agli Emmy in 5 stagioni (con 21 vittorie in 4 stagioni) e altri ancora.
GIUDIZIO: 4/5
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