di Stefano Di Maria
E’ tornato THE WHITE LOTUS con la sua terza, attesissima stagione. Creata, scritta e diretta da Mike White, con produttori esecutivi Mike White, David Bernad e Mark Kamine, la pluripremiata serie targata HBO è disponibile su Sky e in streaming su Now.
Qui sotto il trailer ufficiale di Sky
THE WHITE LOTUS 3 – Una nuova location da sogno per vacanzieri disfunzionali
Nuova destinazione, nuovo gruppo di vacanzieri disfunzionali pronti a lasciarsi alle spalle per una settimana lo stress di tutti i giorni… e nuovo mistero da risolvere. È ambientata in un incantevole resort immerso nelle atmosfere zen della Thailandia la terza stagione di THE WHITE LOTUS. Girato fra Koh Samui, Phuket e Bangkok, anche questo terzo capitolo della satira sociale di Mike White è ambientato in un esclusivo resort e segue le vicende di diversi ospiti e dipendenti nel corso di una settimana. Con due personaggi che fanno da trait d’union con le precedenti stagioni.

THE WHITE LOTUS 3 – La recensione
Ancora una volta Mike White si dimostra abile nel tratteggiare il mondo dei ricchi caratterizzati da un vuoto esistenziale che ribadisce il classico “i soldi non danno la felicità”. Ma ciò che appare inquietante è il riconoscersi in alcune loro manie, in qualche loro tic, in quell’eterna insoddisfazione che proviamo anche noi comuni mortali. Infatti nei personaggi della serie antologica THE WHITE LOTUS è tutto estremizzato (anche se non è difficile credere che tanti ricchi siano proprio così), ma è come se in piccolo potessimo riconoscerci nei loro difetti. Ecco allora che la satira sociale contagia anche noi e le nostre vite: è come se White volesse farci specchiare per renderci consapevoli dei nostri limiti e difetti. Insomma, anche in THE WHITE LOTUS 3 non possiamo che restare orripilati dai comportamenti dei protagonisti ricchi e cattivi ma non possiamo che rivederci in loro nostro malgrado: come quando le amiche spettegolano a turno su ognuna del gruppo, oppure quando si sentono inadeguate in una spiaggia dove ci sono comuni mortali (sentendosi del tutto fuori contesto), ma anche nell’ipocrisia che la quotidianità ci obbliga (?) a tenere per quieto vivere, nel lavoro come nel privato.

La trama di THE WHITE LOTUS 3 segue gli stessi canoni delle due precedenti stagioni: un flashforward iniziale, con un epilogo in salsa gialla (stavolta con tanto di sparatorie) e poi il ritorno all’inizio della vacanza, lasciandoci nel dubbio su chi abbia ucciso chi. Formula vincente non si cambia e, seppure il déjà vu sia dietro l’angolo, la costruzione della storia funziona ancora eccome. La tensione si respira in ogni episodio, anche se sembra che accada poco o nulla. E’ proprio questa la capacità di Mike White: tenere avvinghiato lo spettatore alla trama e ai personaggi in attesa di ciò che di sconvolgente sta per accadere.

E’ ancora tutto perfetto nella serie HBO: dalla fotografia che cristallizza paesaggi da sogno al cast di attori di altissimo livello a una scrittura che resta graffiante quanto profonda e riflessiva. Già, perché in THE WHITE LOTUS non è importante cosa accade, ma come.
VOTO: 3.5/5
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