di Stefano Di Maria
Tenete d’occhio ULTIMA NOTTE A TREMOR, un thriller psicologico in otto episodi uscito a fine ottobre su Netflix. Tratto da un romanzo di Mikel Santiago, è stato adattato per il piccolo schermo niente meno che da Oriol Paulo, un regista che è una garanzia dopo il successo di SUBURBIA KILLER (sempre su Netflix).
Come vedremo nella nostra recensione, lo show ha molti pregi, che si possono riconoscere adattandosi ai tempi lunghi e alla prolissità degli episodi, che potrebbero essere quasi dei film. Più che un esperimento coraggioso, per Netflix è un ritorno a una formula che in passato, con altri titoli, si è dimostrata vincente.

ULTIMA NOTTE A TREMOR – La trama
Un musicista e compositore in crisi si ritira in un villaggio costiero del nord della Spagna per terminare il suo ultimo lavoro. I suoi unici vicini nel raggio di chilometri sono due coniugi che vivono nella casa accanto. Dopo un grave incidente durante una tempesta, il musicista inizia ad avere visioni terrificanti che riguardano loro e la sua famiglia.

ULTIMA NOTTE A TREMOR – La recensione
Il più grande ostacolo per chi si accinge alla visione di ULTIMA NOTTE A TREMOR è l’eccessiva lunghezza degli episodi. Che sia eccessiva, però, dipende dai punti di vista. Chi cerca azione continua, vuole tutto e subito, senza avere la pazienza di guardare otto film da un’ora e venti circa anziché una normalissima miniserie, probabilmente abbandonerà lo show. A tutti gli altri, chi ama l’approfondimento psicologico dei personaggi nel senso più letterale del termine, e preferisce addentrarsi nelle menti (contorte) dei protagonisti non disdegnando i tempi lunghi, la serie Netflix piacerà parecchio.
Prodotti come questo non si vedevano dai tempi di THE HAUNTING OF HILL HOUSE di Mike Flanagan, la cui mancanza è stata finalmente colmata dalla singolare vicenda di Alex, sapientemente interpretato da Javier Rey: l’attore si è calato intensamente nella parte, riuscendo a coinvolgere lo spettatore in ogni scena; Rey esprime una gamma di emozioni che variano dalla tenerezza alla disperazione, dal puro terrore alla follia, con una credibilità che ci fa sentire parte della sua storia. E’ come se entrassimo nella sua testa, vivendo lo stesso dramma esistenziale, i medesimi tormenti. Eccezionale, ci viene da dire. Quanto Ana Polvorosa nel ruolo di Judie (solo a noi ricorda tantissimo Winona Ryder?): nell’episodio che racconta il trauma subito prima di trasferirsi a Tremor, mette in scena con altrettanto realismo, con altrettanta immedesimazione, le violenze patite. Non sono da meno Pilar Castro, la folle madre di Alex disposta a tutto per la carriera del figlio, e Guillermo Toledo, che interpreta Leo, a suo agio nell’inscenare la forza e l’ambiguità del controverso vicino di casa.

Altri grandi protagonisti sono i paesaggi della Cordillera Cantabrica, a dir poco mozzafiato, e le colonne sonore, di forte impatto soprattutto nei momenti più drammatici. Mai invasivi i lunghi flashback, che ci permettono di indagare il passato e le sfaccettature dei singoli personaggi senza mai risultare slegati dalla trama principale.

ULTIMA NOTTE A TREMOR parla di destino e di scelte che possono cambiarlo, di seconde opportunità ma anche di quanto i traumi del passato condizionino la vita in modo definitivo se non si ha il coraggio di spezzare la catena scegliendo altre strade. Parla di incomprensione, di fiducia che viene meno, di segreti, di coraggio e della forza dell’amore in grado di cambiare tutto. E’ una serie da vedere prendendosi del tempo, senza fretta, senza fagocitarla. Nella storia di Alex, benché con modalità diverse, possiamo tutti riconoscerci: nelle nostre paure, debolezze e frustrazioni, nel nostro desiderio di fare i conti col passato per guardare a un futuro fatto di scelte, senza delegarlo a un destino che decide per noi.
GIUDIZIO: 3,5/5
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