di Stefano Di Maria
Al termine della visione della terza stagione di UN PROFESSORE, in streaming su Raiplay e su Netflix, la considerazione che ci sovviene è: ma che bella serie italiana. Vedere per credere. Basata sull’originale MERLY, scritta da Héctor Lozano, è la raffigurazione della società contemporanea filtrata dagli occhi degli adolescenti e degli adulti, che nel racconto hanno pari dignità.

UN PROFESSORE 3 – La trama
In questa stagione il liceo Da Vinci si trasforma in un crocevia di emozioni e colpi di scena. Per la quinta B è tempo di maturità e di pensare a un futuro che – tra paure, scelte e desideri – diventa il vero banco di prova.
E mentre cerca di guidare i suoi ragazzi nel difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta, Dante si ritrova al centro di un vortice che rischia di travolgerlo: il ritorno a casa dalla madre Virginia, il delicato rapporto con Simone, il fragile equilibrio con Anita – che si è spezzato proprio quando il loro rapporto sembrava destinato a rinascere – e l’arrivo di vecchie e nuove conoscenze, con segreti e problemi che chiedono di essere svelati e risolti. Dante dovrà trovare il coraggio di affrontare un’importante e difficile domanda: quanto costa essere davvero se stessi?

UN PROFESSORE 3 – La recensione
Quando una serie viene rinnovata continuamente rischia di perdere la sua originalità, di snaturarsi adeguandosi a share e algoritmi. Non è il caso di UN PROFESSORE, la cui terza stagione è all’altezza delle prime due, anzi alza a sprazzi l’asticella. Una rarità nel panorama seriale italiano, dove spicca soprattutto per la qualità della recitazione. A parte i navigati Alessandro Gassman e Claudia Pandolfi, che in scena hanno una chimica pazzesca (così attratti ma terribilmente respingenti), sembrano avere i ruoli cuciti addosso Nicole Grimaudo, la nuova preside, e i veterani Nicolas Maupa (MARE FUORI), Damiano Gavino (che ha all’attivo anche un film con Ferzan Ozpetek, Nuovo Olimpo) e la new entry Tommaso Donadoni (SKAM ITALIA), caratterizzati da un realismo che conquista subito gli spettatori facendoli affezionare. Si può dire altrettanto degli altri ragazzi, mai forzati né teatrali: merito di un casting di alto livello anche nella selezione dei volti meno noti.

UN PROFESSORE 3 è un racconto dedicato al momento in cui si viene chiamati a scegliere chi diventare e – se è vero che la filosofia di Dante Balestra non dà risposte ma insegna a fare le domande giuste – a chiedersi cosa ci si aspetta davvero dalla vita e se si ha il coraggio di portare avanti le proprie scelte sino in fondo.
Numerosi i temi trattati: l’abuso di alcol, la tossicodipendenza, l’isolamento sociale, il valore della sincerità nell’amicizia, l’amore senza barriere e il complicato rapporto fra genitori e figli, tutti sviscerati bene nell’arco dei dodici episodi. Così come per le altre stagioni, la scrittura richiede una certa sospensione dell’incredulità: sorvolando sui due criminali, un palese cliché, non è realistica una scuola con così pochi professori e allievi, così come i legami amorosi che nascono fra il personale scolastico con tale naturalezza nelle aule. Ma a UN PROFESSORE si può perdonare tutto: al netto dei suoi difetti, è un prodotto così ben riuscito che avercene in tv…
IL NOSTRO VOTO
7,5
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