Crisi di risultati per la Bollatese, nel campionato di Seconda categoria di calcio. Non mancano di certo le difficoltà in questo inizio di stagione per una grande del passato quale è proprio la Bollatese. Che dopo la scorsa brutta annata, culminata con la retrocessione dalla Prima categoria alla Seconda, è stata affidata dalla dirigenza a un grande tecnico di esperienza come Flavio Santambrogio.
Bollatese, dal tracollo a la voglia di uscire dalla crisi
Eppure, la Bollatese pare non decollare ed è crisi di risultati sui campi di calcio. E domenica scorsa è andata incontro ad una sconfitta per 0-7 contro la la capolista Palauno, che fa riflettere e pensare tanto gli addetti ai lavori e i molti affezionati alla società. Il punto della situazione lo fa proprio mister Santambrogio, che analizza il momento dei suoi: “Abbiamo fatto discretamente nella gara di Coppa, lasciando intravedere dei passi in avanti. Poi la prestazione di domenica scorsa – seppur con il Palauno attuale capolista – ha avuto un amaro epilogo. Ma sul terreno non si è notata questa grande differenza e oltretutto di quelle reti subite almeno cinque gli sono state gentilmente offerte da noi. Capisco che essere ancora fermi al palo dopo 5 turni non sia piacevole, ma dobbiamo tutti insieme crescere dal punto di vista della mentalità“.
Un calcio alla crisi Bollatese: in settimana gli incontri
Santambrogio, per dare la scossa alla sua Bollatese, indica su cosa è necessario focalizzarsi. “Tutti devono dare il massimo: è così che un giocatore dimostra di essere tale. Giocare solo quando le cose già vanno bene è facile, è qualcosa di cui tutti sono capaci“. In questi giorni, si sono ripetuti gli incontri tra lo staff tecnico e la società. “Ora vedremo cosa sarà possibile fare, magari per dare un aiuto ulteriore, qualcosa che serva a dare una svolta. I ragazzi devono capire che indossano una casacca gloriosa che solo dall’emblema con quella data di fondazione dovrebbe mettere i brividi e dare la giusta carica, per lottare su ogni pallone fino al termine di ogni contesa”.
Paolo Minora
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