Droni, volantini sui pali della luce, pazienza, gli strumenti di Debora Fiorap per la ricerca dei cani smarriti
Gli appelli per ritrovare cani smarriti li leggiamo ogni giorno. I post con le foto dell’animale vengono condivise sui social, il passaparola inizia a circolare e per fortuna molto spesso la vicenda si conclude con il ritrovamento.
Dietro a queste ricerche ci sono sempre tantissimi cittadini, volontari delle associazioni, ma anche chi si occupa di ricerche da anni e lo fa usando diversi strumenti tra cui i droni.
Debora Fiora, da vent’anni è impegnata in tutta Italia nel ritrovamento di cani e altri animali.
La raggiungiamo telefonicamente in un caldo e afoso pomeriggio mentre è impegnata ad appendere i volantini per un cane smarrito.
“Io abito in provincia di Varese e con la mia associazione “Acchiappalevrieri” siamo partiti circa vent’anni fa occupandoci principalmente del ritrovamento dei levrieri, razza molto tosta perché si tratta di cani fobici, molto veloci e diffidenti e riuscire a prenderli non è facile.
Siamo in 8 persone, ma abbiamo fatto rete con tantissime associazioni e volontari e abbiamo ampliato la nostra attività anche sulla ricerca di cani di altre razze.
Servono tanti volontari perché oltre a chi materialmente si occupa della ricerca, servono persone che si attivino per stampare e distribuire i volantini, ognuno fa quello che può, ma tutti lavoriamo con lo stesso obiettivo: riportare l’animale a casa”.
Debora Fiora: dormo spesso in auto, all’inseguimento dei cani smarriti
Con la sua associazione Debora riporta a casa circa 300 cani l’anno, spostandosi in tutti Italia e anche in Canton Ticino. Quando la chiamano lei prende la sua auto sempre carica delle attrezzature e parte. “Dormo spesso in auto, ma quello che faccio ogni giorno mi arricchisce molto.
Ogni caso è a sé, ci vuole costanza e preparazione, usiamo i droni avvalendoci delle più moderne attrezzature, ci perfezioniamo, ora abbiamo un drone termico. Conosciamo molto bene la zona del Parco delle Groane anche se non possiamo usare il drone perché non è consentito, ma ormai sappiamo muoverci bene.
Ci siamo trovati anche in situazioni complesse, territori molto vasti, zone rocciose, dighe”. Debora e gli altri volontari negli anni hanno riportato a casa anche furetti e altri piccoli animali, ma si occupano anche di cani che restano nell’indifferenza.
“Spesso purtroppo ci segnalano la presenza di cani che vagabondeggiano per le strade, nessuno però li sta cercando, noi ci attiviamo anche per loro. Recentemente ci siamo occupati di un cane visto prima a Gallarate e ritrovato ad Erba. Veniva da Vercelli, dove però nessuno lo stava cercando”.
L’associazione non chiede denaro per quello che fa, riescono a lavorare grazie alle donazioni e alle ricompense, che loro però non chiedono mai. “Non tutti possono permettersi di darci qualcosa, ma non per questo noi smettiamo di agire appena veniamo a conoscenza di uno smarrimento!”.
Le prime cose da fare se il cane scappa
Chiediamo a Debora come ci si deve comportare appena una cane scappa. “Sembra banale, dovete mantenere la calma è importantissimo rimanere nel punto dello smarrimento o chiedere a qualcuno di restare li. I cani tendono a tornare nel punto iniziale che sia la casa o la macchina del padrone. Se avete un cancelletto in giardino tenetelo aperto.
Poi avvisate la Polizia Locale, i Carabinieri, il canile sanitario per eventuali segnalazioni. E poi divulgate la foto ovunque, chiedere alle persone che si trovavano in zona e lasciare sempre i propri riferimenti. Un cane in fuga è una pallina impazzita. In caso di avvistamento va circoscritta la zona e li subentriamo anche noi con i nostri strumenti e la nostra esperienza”.
Per chi volesse conoscere l’associazione di Debora può visitare la pagina Facebook Acchiappalevrieri. Quello che fanno è davvero molto importante, spesso Debora si è trovata a passare giornate intere lontana da casa per un ritrovamento. “Abbiamo tutti una famiglia con i nostri cani che ci aspettano, ma siamo guidati dalla voglia di riportare a casa i cani smarriti è questo il motivo che ci spinge a dormire in auto e ci porta per le strade anche se ci sono 36 gradi” conclude Debora
Manuela Miceli
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